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30 July 2007



Forse le amarene non si trovano più neanche dalle vostre parti ma valeva la pena segnarsi questa ricetta da qualche parte, per il prossimo anno o per utilizzarla con le ciliegie anche se non è proprio la stessa cosa.
La ricetta è quella dalla mamma, che circa un mese fa ha incrociato sulla sua strada un paio di kili di amarene, che non sono altro che ciliegie amarognole dal gusto inconfondibile e decisamente addictive. Avete presente lo sciroppo di amarene industriale? Beh, questo non ha niente a che vedere con quello, come si può facilmente intuire, in questo il gusto delle amarene è vero e naturale, senza coloranti nè preservanti.
Come si utilizza? Io ho utilizzato entrambe sciroppo e amarene per fare una granita alla vecchia maniera, ovvero tritando il ghiaccio dopo averlo messo in un panno e battuto con il manico del mortaio (se avete un fattapposta che vi trita il ghiaccio usate quello). Oppure ovviamente si possono gustare entrambe sul gelato, o lo sciroppo diluito con l'acqua per dissetarsi, le amarene per decorare sia il gelato che altri semifreddi e quant'altro possa venire utile nei mesi a venire quando questi frutti saranno scomparsi definitamente con l'estate. La ricetta è semplicissima e fa così:

Ingredienti
  • amarene
  • zucchero
Per ogni kilo di amarene snocciolate occorre la stessa quantità di zucchero. Una volta snocciolate quindi, pesatele e pesate la stessa quantità di zucchero. Mettetele in un recipiente di vetro, coprite e lasciate macerare per circa 40 giorni, mescolando ogni due giorni circa. Trascorso il tempo necessario, colate lo sciroppo che si è formato ed imbottigliatelo. In altri contenitori di vetro tenete le amarene. Si conservano in dispensa al fresco o se non sono tante comodamente in frigo. Lo zucchero funge da preservante quindi non c'è rischio che queste vadano a male.



Sognando: sognare sciroppo di miele indica ambizioni notevoli; sognare sciroppo di zucchero indica buona organizzazione; sognare sciroppo di frutta indica realizzazioni pratiche; sognare sciroppo medicinale indica pigrizia e sfiducia; sognare di bere sciroppo indica incoraggiamento da amici; sognare di comprare uno sciroppo indica tranquillità interiore.

Archiviando: clicca qui per scaricare questa ricetta in formato .pdf



English please: Sour cherries granita & Sour cherries syrup



Ingredients
  • (sour cherries) amarene
  • sugar
Stone the cherries and weight them. Use the same amount of sugar, put both in a glass container, cover and leave to rest for about 40 days. When the time has passed drain the cherries and put the syrup into glass bottles and the cherries into glass jars. Store them in a cool place or if not a lot, put in the fridge. Use them to make ice, over the ice cream, diluite the syrup with water or any other uses you might find in the months ahead when it will be very difficult to find these kind of sour cherries.

26 July 2007



Per settimane mi sono ostinata a non accendere l'aria condizionata e a salvare quel poco di pianeta che è ancora salvabile. Ma ieri mi sono detta "Fiordì, o salvi il mondo o crepi di caldo". E così mi sono decisa e l'ho accesa. O almeno credevo di averla accesa fino a che non mi sono accorta che invece di aria fredda, il fattapposta sputava aria tiepida! L'aria condizionata che si ribella alla mia non più ostinazione di salvare il pianeta!
Per fortuna il tecnico me l'ha riparata in meno di 24 ore (Ah, che efficienti questi italiani!) così oggi bella fresca fresca posso finalmente stare seduta al computer senza grossi drammi.
Quindi come promesso, ecco la mia ricetta con i fiori di zucca. Una versione insolita ma decisamente estiva per temperature esotico-tropicali. Si tratta di una zuppetta fredda (nella foto in alto se notate ho anche aggiunto del ghiaccio, facoltativo) decorata con vongole saltate al rosmarino.
Le vongole sono anch'esse facoltative, la zuppa è deliziosa già gustata così al naturale e le varianti possono essere tante: più o meno speziata, con o senza zafferano, calda, fredda o bollente.



Le vongole veraci non le mangiavo da secoli e nonostante c'è chi dice che quelle normali siano più buone, io queste le ho adorate! Sarà che erano belle fresche e corpose, ma avevano un gusto tutto di vongola verace, proprio così!

Veràce

1 (lett.) che ha in sé verità, che è fonte di verità: Segnor mio Iesù Cristo, Dio verace (DANTE Par. XXXI, 107)
2 che risponde al vero; non falso, non ingannevole: parole veraci; amicizia verace | di persona, che dice il vero, che non dissimula: testimone verace
3 (region.) genuino, di sicura origine: pomodori veraci; un napoletano verace

Ingredienti per 4 persone
  • una decina di fiori di zucca
  • 1 cipolla piccola
  • 1 patata media
  • brodo vegetale
  • 2 bustine di zafferano
  • 200gr di misto vongole tra fasolari, vongole veraci e vongole
  • olio
  • burro
  • rosmarino
  • 1 spicchio d'aglio
  • sale e pepe
Rosolate la cipolla tagliate fine con un po' di burro. Aggiungete i fiori di zucca tagliati a metà, la patata tagliata a dadini e un po' di brodo vegetale. Fate cuocere per qualche istante fino a quando la patata non si sarà ammorbidita. Aggiungete le bustine di zafferano, mescolate bene, aggiustate di sale e pepe e spegnete.
In un'altra padella soffriggete leggermente uno spicchio d'aglio e 1 cucchiaio di rosmarino tritato con un po' di olio. Versate le vongole e fatele saltare fino a quando non si saranno aperte.
Passate la zuppa nel mixer ed aggiungete più o meno brodo per ottenere la densità desiderata. Versate nei piatti e decorate ognuno con un cucchiaio di vongole. Guarnite con fiori di zucca o rosmarino a piacere.

Sognando: sognare fiori colorati indica sentimenti corrisposti; sognare fiori freschi indica circostanze imprevedibili; sognare fiori finti indica danni e ostacoli; sognare di comprare fiori indica vita tranquilla; sognare di regalare fiori indica soddisfazioni sentimentali; sognare di coltivare fiori indica rottura di rapporti; sognare di ricevere fiori indica fedeltà nell'amicizia.

Haiku: Salta la rana - è di carta piegata - un origami (Frank)


Archiviando: clicca qui per scaricare questa ricetta in formato .pdf



English please: Courgette flowers soup with tris of clams



Ingredients for 4 people
  • about 10 courgette flowers
  • 1 small onion
  • 1 medium potato
  • vegetable stock
  • 2 pinches of saffron or 2 small pinches of saffron in powder
  • 200gr mixed clams
  • olive oil
  • butter
  • 1 garlic clove
  • 1 Tbsp chopped dried rosemary
  • salt and pepper
Gently fry the chopped onion with a bit of butter. Add the courgette flowers cut into half, the chopped potatoes and a bit of vegetable stock. Cook for a few minutes until the potato is tender. Add the saffron, adjust with salt and pepper.
In another pan, gently fry a garlic clove with the chopped rosemary and olive oil. Add the clams and sautè them until they are open but not overcooked.
Pour the soup into a mixer and add more or less stock accordingly to your dentisy preferences. Pour into plates or cups, add the sauted clams and decorae with courgette flowers or rosemary. Serve cold or warm.

24 July 2007



Il caldo di questi giorni mi sta dando alla testa, ma sul serio! Ho qualche ricetta arretrata che non riesco a postare perchè il caldo mi opprime e cerco di restare davanti al computer meno tempo possibile di quello che è necessario per lavorare. Francamente, non vedo l'ora che arrivi l'inverno e medito di andare a trascorrere le mie vacanze in Norvegia!
A parte questo, oggi Fiordizucca festeggia il suo secondo anno di vita! I bilanci non mi sono mai piaciuti, mi mettono troppa tristezza quindi eviterò accuratamente di farne, di alcun tipo.

Neanche a farlo a posta è uscito in questi giorni un piccolo articolo su Blogle, La rivista per blogati, Il meglio dal mondo dei diari online in una webzine. Potete scaricare la rivista elettronica attraverso il sito stesso e scoprire così nuovi blog che altrimenti sarebbe difficile andare a scovare. Ne approfitto per rettificare i dati pubblicati erroneamente che facevano riferimento a più di un anno fa "Più di 400 ricette, più di 6000 commenti e quasi 800.000 visitatori".

La mia ricetta con i fiori di zucca che vedete in alto, sarà postata nei prossimi giorni, ma voi, questi fiori come li fate? Preparate la vostra ricetta corredata con foto e postatela sul vostro blog. Cercate di essere creativi (i fiori di zucca fritti per esempio li conosciamo già tutti, aggiungete un tocco personale) poi mandate un email all'indirizzo che ben conoscete fiordizucca at gmail punto com con il link al post in questione. Raccoglierò tutte le ricette in un unico .pdf scaricabile. C'è tempo fino alla fine di agosto! (valgono anche le ricette già pubblicate prima di oggi)



Intanto per ispirarvi, potete scaricare qui la foto che vedete in alto per il vostro desktop!


Un grazie a tutti per essere stati con me fino ad oggi, a quelli che si sono persi per strada ed a quelli che verranno.

17 July 2007



Sono uscita per comprare due cornetti e sono tornata con mezzo kilo di cianghette.

- Che cosa?
- Cianghette!
- Scusi me lo ripete un'altra volta, non ho ben capito?
- Cianghette! - dice la signora pescivendola sotto casa, che sorride all'idea che io non sappia come si chiamano. Viste le avevo viste si, ma ogni volta mi chiedevo "Che ci faccio con queste robine?"
Molto perplessa e a questo punto anche imbarazzata per averglielo anche chiesto, ne ordino mezzo kilo e nel frattempo penso: "Ma che ci faccio!?"
- Che ci faccio?
- Le puoi fare con la pasta, un sughetto veloce con il pomodoro.

Vado a casa e chiamo mia madre:
- Ho comprato delle cosette tipo sogliole, ma molto più piccole.
- Ah! R zanghett!
- Le che?
- R zanghett - dice lei - hai preso il più fesso dei pesci!
Andiamo bene! Sarà pure fesso, dico io, ma a me incuriosiva molto, ma ora che me ne faccio?
- Allora, le puoi fare arracanate con le patate al forno, così non si rompono, oppure ci fai una bella zuppa (ma solo di cianghette!?), sennò le friggi. Se le friggi ricordati di mettere nella padella dell'olio una fetta di mela così non si sente la puzza del fritto.
- Ma dove lo hai letto questo rito voodoo?
- L'ho visto alla televisione.
- Ah beh, allora!
- Guarda che funziona! Prova! La mela assorbe tutto il puzzo dell'olio. Allora come le fai?
- Non lo so, mo' ci penso.
- Sennò le puoi fare sempre sul gas con un letto di pomodorini e aglio, e poi ce le metti sopra sempre perché così non si sfaldano.
- Mh, va bene.
- Allora come le fai?
- Le faccio fritte!



La cianghetta (Arnoglossus laterna) è un pesce molto simile alla sogliola, solo molto più piccola. Come la sogliola è molto morbida all'interno, composta da una lisca unica centrale e da una carne molto morbida e senza spine. Di solito queste vengono cucinate insieme ad altri pesci e molluschi per preparare il famoso brodetto di pesce alla vastese (insieme ad altri pesci locali quali il mazzolino, lo scorfano, la raggia, la coda di rospo, un po' di palombo e le vongole), oppure si friggono in modo che il piccolo pesce rimanga intatto.



Per pulirle è molto semplice infatti basta prendere un paio di forbici e tagliare sotto la testa dove sono poste le interiora, fino ad eliminare la testa stessa in un solo colpo. Poi si sciacquano, si assorbe l'acqua in eccesso con carta da cucina, si mettono in una busta di plastica con un po' di farina bianca e si infarinano agitando la busta. La farina in eccesso viene eliminata sbattendole un po' con le mani oppure usando uno scolapasta. Si friggono quindi nell'olio di semi di girasole o vegetale e si adagiano su carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso. Si servono subito e calde, con qualche fetta di limone e salandole al momento.

Sognando: sognare una soglia di marmo indica complicazioni sentimentali; sognare una soglia bagnata indica presa di posizione intransigente; sognare di lavare una soglia indica affetto e considerazione; sognare di scivolare su una soglia indica gelosia infondata.

Haiku: Lì sulla soglia - mi prendesti per mano - e poi entrammo (Frank)

Archiviando: clicca qui per scaricare questa ricetta in formato .pdf



English please: Deep fried Cianghette



Cianghette is the Abruzzese name of this small fish whos specie is thecnically called Arnoglossus lanterna. It is very similar to the Sole fish but much smaller. It can be deep fried after cleaning the small fish by cutting the head and interior with a pair of scissors. Then you put some white flour into a plastic bag, add the fishes and shake the bag until the flour has covered them. You then shake each fish to remove the flour in excess and fry in a large heated pan in sunflower or vegetable oil, just a couple of minutes on each side. Lay on a plate covered with kitchen paper and sprinkle with salt. Best served hot as soon as you fry them.

12 July 2007



Ieri è piovuto. Ieri ha piovuto. L'Inghilterra ha cambiato il nostro modo di parlare, dico a me e a tutti quelli che come me ci hanno vissuto o ci vivono ancora. Scrivere in italiano con una tastiera italiana poi è una vera scocciatura, perché non sono più abituata ai tasti con le vocali accentate né ai tasti con le vocali accentate nel verso giusto.
Ieri è piovuto o ieri ha piovuto? Per capire qual'era il giusto modo di scrivere, sono andata a guardare nel sito dell'Accademia della Crusca, la quale afferma che "Il verbo piovere è indicato nella maggior parte dei dizionari come difettivo e, nell'uso intransitivo impersonale, cioè quando ha il significato di 'cadere della pioggia dal cielo', può formare i tempi composti sia con l'ausiliare essere che con avere (es. "ieri è piovuto tutto il giorno" o "ieri ha piovuto tutto il giorno).
Grazie a Barbara ho finalmente capito che "un altro" si scrive senza apostrofo, mentre grazie a Marina ho imparato che grattuggiare si scrive con una sola g, nonostante che poi la pronuncia suoni completamente diversa! Ora mi tocca ripassare le tabelline e poi sono apposto!

In questa ricetta ho utilizzato per la prima volta il famigerato sale di Maldon. A Maldon ci sono stata un paio di volte, ci ho abitato vicino qualche anno fa, ma più che per il sale a me ha sempre ricordato il fatto che è il villaggio natale dei Depeche Mode!
Il sale invece l'ho sempre snobbato, in Inghilterra si trova in fondo all'ultimo scaffale, io non ci ho mai fatto caso più di tanto, semmai sono sempre stata alla ricerca del sale grosso nostrano per cucinare che lì invece non è molto comune.
Invece Filippo qualche giorno fa mi ha scritto inviandomi una bustina di questo sale, molto carinamente e timidamente, quasi scusandosi per il fatto che forse, avendo vissuto in Inghilterra così tanto tempo, ne sarei già stata sicuramente sommersa. Invece no. Grazie di cuore Filippo.

Infine, oggi è giovedì e già pregusto aria di fine settimana. Dove vi farete portare voi? A volte non è necessario andare tanto lontano per scoprire posti nuovi. Si dice che chi viaggia vive due volte e che bisognerebbe visitare un posto nuovo almeno una volta al mese. Ci sarà un posto nella vostra città che non avete mai visitato? Io per esempio, ho vissuto a Torino per 7 anni e non ho mai visitato il Museo Egizio. Viaggiate e curiosate e soprattutto perdetevi, nonostante che chi non ha una meta non si perde mai.

Ingredienti
  • 1 melone arancione
  • 2 pomodori da insalata
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 1 cucchiaino di semi di sesamo
  • 1 manciata di pistacchi
  • 1 cucchiaio di foglioline di menta fresca
  • 1 spicchio d'aglio schiacciato o tritato
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • il succo di 1 limone
  • 2 scatolette di tonno al naturale (o 1 grande)
  • olio
  • sale di Maldon
Svuotate i meloni con l'apposito attrezzo, ottenendo delle palline. Se non l'avete, tagliate il melone a dadini. Mettete tutto in una grossa insalatiera con tutti gli altri ingredienti e mescolate irrorando con il succo del limone, olio di oliva e sale. Servite subito direttamente all'interno dei meloni.

Sognando: sognare un palla colorata indica illusioni pericolose; sognare una palla da tennis indica affari di incerta riuscita; sognare una palla da biliardo indica ostacoli da aggirare; sognare una palla di gomma indica pensieri agitati; sognare di giocare a palla indica vicende varie e complesse.

Archiviando: clicca qui per scaricare questa ricetta in formato .pdf



English please: Cantaloupe melon and tuna salad



Ingredients
  • 1 cantaloupe melon
  • 2 tomatoes for salads
  • 1 Tbsp pine nuts
  • 1 tsp sesame seeds
  • 1 handful pistachios
  • 1 Tbsp fresh mint leaves
  • 1 Tbsp chopped parsley
  • 1 garlic clove chopped or smashed
  • juice of 1 lemon
  • 2 cans of tuna in brine (or 1 big)
  • olive oil
  • Maldon salt
Scoop the melon with the apposite scooper, or just dice it if you don't have the right tool. Put the balls into a big container and add all the rest of the ingredients. Mix well with lemon juice, olive oil and salt and serve cold by using the melon itself.

9 July 2007



E' (ri) nata Alice!! Si, proprio così, dopo due settimane di travaglio finalmente Alice è ri-nata (o resuscitata?), non è una grande notizia lo so, ma per me si! Intanto mi posso permettere il lusso di intrattenermi durante le calde serate abruzzesi, senza contare la possibilità di cercare informazioni su questo o su quell'altro posto da visitare ed il lavoro ovviamente in primis!



Senza internet ormai non riesco a fare niente, nemmeno a cercare la pizzeria sotto casa. Una cosa però mi riesce benissimo di fare quando non c'è lei: viaggiare!



Ed è così che sabato mattina, ho lasciato la mia piccola Alice a casa e sono partita con Luisa e Caroline, rispettivamente il mio navigatore e la mia macchina.



Tutte e tre appassionatamente ci siamo avviate verso nord. Destinazione Urbino, Marche, 320km da Vasto, circa 3 ore e passa di macchina. Guarda caso più o meno lo stesso tempo che impiega una persona di Treviso a raggiungere la stessa località, traffico più, traffico meno.



Ad Urbino infatti ho avuto il piacere di incontrare il mitico Frank (artefice di tutti gli haiku presenti in questo blog, tranne dove espressamente specificato), assiduo frequentatore di food blog, grande appassionato del Giappone, conoscitore di piccoli segreti culinari e ovviamente buongustaio! (...e tanto altro!)



Abbiamo deciso di incontrarci ad Urbino perché è un posto nel quale nessuno dei due era mai stato, lontano dalla costa affollata di bagnanti e di sicuro interesse artistico, culturale ed ovviamente gastronomico.



Dopo i primi minuti di ovvi preamboli (tipo "Che bella macchina nuova che hai!" - "Ma dai! anche la tua non è niente male!) ci siamo addentrati nei vicoli deserti di Urbino accompagnati da una temperatura di almeno 30 gradi. Urbino è la città simbolo del Rinascimento italiano, posizionata tra l'Emilia Romagna e la Toscana, infatti il paesaggio ricorda molto entrambe, grandi distese di verde, tanti alberi, grandi saliscendi sinuosi, un'alternanza di colori e punti di osservazione.



Piazza del Rinascimento e l'obelisco egizio, XXVI dinastia

Urbus bina
, città doppia, il significato del nome latino di Urbino, che allude al fatto che l'abitato si è sviluppato tra due colli, uno dominato da Palazzo Ducale e l'altro dal monumento di Raffaello e dalla Fortezza Albornoz. (Marco Carminati)



Questo simpatico musicista di bicchieri, intratteneva i passanti con musiche napoletane, da non crederci! La bellezza estasiata dell'espressione sua stessa, era persino più bella di ciò che suonava. A guardarlo ci si domanda come possa essere possibile essere così geniali.



Camminando per le vie di Urbino si ha la sensazione di essere stati trasportati indietro nel tempo (tipo a Frittole). Se non fosse stato per lo schiamazzo di qualche laureando, ci sarebbe stata un'atmosfera quasi fiabesca, silenziosa, pregna di odori di ogni sorta: dai fiori delle tantissime finestre affacciate sulla strada a quello dei tartufi e dei funghi porcini venduti alle bancarelle.







Qui è tutto così antico che quando capita di incontrare un murale di questo genere si resta stupiti.



Gli immancabili panni stesi alla finestra, belli, colorati e freschi. C'è da chiedersi chi vive in questo posto, affacciato alla finestra non abbiamo visto nessuno!



Il sole cocente dell'ora di pranzo, le ombre forti sui muri di pietra, il cielo azzurro che più azzurro non si può.



E finalmente una bancarella degna di una sosta. Appena intravista, io e Frank ci siamo tuffati. Il profumo dei porcini era inebriante. E dire che a me invece il tartufo non ha mai fatto un granché di effetto e invece non ho saputo, né voluto, resistere alla tentazione di comprarlo per farci poi questo piatto che è diventato per me il ricordo gastronomico simbolo di questa gita.



A pochi passi dalla bancarella infatti, abbiamo trovato un ristorante che a prima vista sembrava essere il solito ristorante turistico. L'afa ci aveva già sfiaccati, vero è che non avevamo bisogno di un pretesto per fermarci, ma un posto all'ombra ci ha convinti a farlo.



I piatti del menù erano tutti interessanti, ma la Chitarra del Duca ha colto l'attenzione di entrambe ed è proprio quello che abbiamo scelto.



Inutile dire che è stata la chitarra meglio suonata degli ultimi tempi! Mangiare un bel piatto di spaghetti alla chitarra in pieno centro urbinate, in ottima compagnia e finalmente all'ombra, non ha prezzo. Non so quante volte ho pensato "Ma quanto è bella questa Italia!". Un piatto così semplice e così naturale che in Inghilterra mi potevo solo sognare di mangiare! Non so a voi, ma a me tutto questo fa un certo effetto, non è mica normale mangiare così bene!



La possibilità di prendere e andare ed essere trasportati in un'atmosfera talmente diversa ed unica, non ha prezzo. Io e Frank ci siamo goduti questo paesaggio senza la fretta né l'ansia di dover fare o dire necessariamente qualcosa. Ci siamo in effetti presi le nostre lunghe pause per assaporare ogni momento, tra un bicchiere di the freddo ed un altro, tra una chiacchiera ed una risata, tra le vetrine di una gastronomia e quelle di un negozio di articoli casalinghi e non solo. Le parole sono abbastanza superflue in questo caso. Sapere che esiste un luogo così straordinario mi ha dato una sensazione molto simile alla sindrome di Stendhal. Mi ha lasciata senza fiato e senza parole, mi ha stordita a tal punto da non avere niente da dire, nella speranza che le immagini parlino da sole anche per voi. A te Frank un grazie sincero, per tutto. Spero di poter condividere un'altra gita come questa in un'altra città altrettanto perduta.



Piccoli angoli silenziosi nascosti tra una salita e l'altra



I tetti...



...e le sedie sui tetti di Urbino



La collina marchigiana e il Campanile della chiesa di San Francesco



Vista del Palazzo Ducale e della Cattedrale



I gatti randagi... Il sornione



La pantera



...e Cleopatra



I panni stesi al sole ed un altro angolo all'ombra



L'architettura moderna e quella antica



I fiori alle finestre



Monumento a Raffaello, 1897



Le ombre forti



I colori caldi



...e le geometrie



Ingredienti per due persone
  • 250gr di spaghetti alla chitarra freschi
  • 1 manciata di funghi porcini secchi o freschi
  • 1 spicchio d'aglio
  • burro
  • prezzemolo tritato
  • tartufo nero
  • parmigiano reggiano grattugiato
Mettete i funghi porcini a bagno in acqua calda per circa 20 minuti. Soffriggete l'aglio intero in un po' di burro. Versate i porcini strizzati e saltate per qualche minuto. Versate il prezzemolo tritato, mescolate e bagnate con l'acqua dei porcini fino a quando non saranno ammorbiditi. Versate una manciata di formaggio grattugiato, aggiustate di sale e tenete il tutto a fuoco bassissimo fino a formare una salsa densa. In un'altra pentola cuocete la pasta, scolate al dente e versate nella padella con i funghi, aggiungendo altro formaggio grattugiato e mantecando fino a quando la pasta non si sarà insaporita, senza farla scuocere. Infine versate il tartufo tagliato a fettine sottilissime, mescolate e servite subito.

Sognando: sognare un amico fedele indica fascino subìto; sognare un amico sincero indica appoggi da dare a un anziano; sognare un amico sincero indica incostanza nell'amore; sognare un amico leale indica irritazione esagerata; sognare un amico tollerante indica fanatismo eccessivo; sognare un amico traditore indica profondità di giudizio; sognare un amico d'infanzia indica irrequietezza; sognare un amico generoso indica ingratitudine di parenti.

Archiviando: clicca qui per scaricare questa ricetta in formato .pdf



English please: Spaghetti alla chitarra with black truffle and porcini mushrooms



Ingredients for 2 people
  • 250gr fresh spaghetti alla chitarra
  • 1 small handful dried porcini mushrooms
  • 1 garlic clove
  • butter
  • chopped parsley
  • black truffle
  • grated parmigiano reggiano cheese
Soak the porcini mushrooms in plenty of hot water for about 20 minutes. Gently fry the garlic clove in a bit of butter. Squeeze the mushrooms and add them to the pan along with the chopped parsley. Cook for a few minutes using a bit of the mushrooms water to cook until the mushrooms are soft. Add a small handful of grated cheese and keep cooking at very low heat until the sauce thickens a bit. Adjust with salt. Cook the pasta in another pan and drain al dente. Pour it into the sauce pan and mix well. Finally add the finely grated truffle, mix well, add some more grated cheese and serve immediately.
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