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27 June 2008



Quanto è difficile tornare a casa e ricominciare con la solita routine! La mia vacanza è durata solo qualche giorno ma per riprendermi dal viaggio e dallo svaccamento ho impiegato quasi un'altra settimana. Solitamente le mie vacanze in Puglia le trascorro rintanata in casa, non faccio altro che mangiare e dormire (soprattutto la seconda a dirla tutta) e cercare di incontrare meno gente possibile, perché poi si sa, uno lo dice a quello, quello lo dice a quell'altro, si fa presto che tutto il paese sa che ci sei e la vacanza si trasforma in un andirivieni di gente da vedere e di cose da fare. Quello che poi è successo.



Il mio arrivo viene subito coronato da una bella scampagnata in una vecchia casa di parenti dove incontro una ventina di persone, alcune già conosciute altre no. Dopo i primi momenti di incertezza sul da dire e sul da farsi, trascorro una giornata meravigliosa, fatta di risate, sapori noti, malinconie e vecchi ricordi. Mi lascio alle spalle per un attimo il mio savoir faire inglese, freddo e distaccato, e finalmente mi butto nella baraonda pugliese, con tanta bella gente e altrettanti bellissimi bambini.



Il lunedì è giorno di mercato a Minervino ed è l'occasione buona per incontrare mezzo paese e rivedere tutti in un botto solo. Così si salutano parenti, anche quelli che avresti voluto evitare, le amiche di vecchia data, le compagne di scuola e pure la bidella! In men che non si dica tutti vengono aggiornati sui miei ultimi spostamenti. "Ah, ora sarà contenta tua madre che ti sei avvicinata a casa eh?!" Veramente non abito più a Vasto da qualche mese e mi ero quasi già scordata di cosa significasse vivere con una temperatura di 35 gradi centigradi. Il bello è che tutti intorno a me a dire semplicemente fa caldo ed io invece a sudare come un cavallo. Il mio corpo ha reagito malissimo a questa temperatura infernale e per di più mi sono anche beccata il raffreddore, che mi è subito passato non appena ho rimesso piede a Londra. Vai a capire!



L'unico giorno in cui mi sono degnata di tirare fuori la macchina fotografica è stata la domenica della scampagnata. Per tutto il resto della vacanza I could not be bothered come dicono a Oxford, ovvero, non mi sono neanche preoccupata di tirarla fuori dalla sua custodia. Insomma, se anche in vacanza uno facesse quello che fa tutti i giorni, che vacanza sarebbe?



La cosiddetta pasta "fuoco sopra e fuoco sotto", divorata durante la scampagnata, è una semplice pasta al forno preparata alla maniera antica quando i forni non si sapeva neanche cosa fossero. In sostanza si prepara un fuoco come se si stesse preparando un barbecue, si coprono le teglie con carta stagnola, si chiudono con un coperchio resistenze al calore e si versa del fuoco, del carbone, sopra. Si lascia così cucinare la pasta per una mezz'oretta, dipende dal calore e dalla intensità del fuoco ed il risultato è una pasta eccezionale.



- Cosa ti faccio da mangiare? Cimichicozze o tarcicorie?
- E' uguale Ma', basta che sia verdura. Però meglio le cimichicozze che ne vado pazza!
- Va bene allora facciamo tarcicorie.
- ?!!



Mi sono rimpinzata di verdura come si deve (tarcicorie: cicorie paesane; cimichocozze: foglie e gambi della pianta delle zucchine) per quasi tutta la settimana, ed ho ceduto soltanto alla tentazione di un bel piatto di orecchiette e funghi, il giorno prima della partenza.



Le orecchiette questa volta non le ha fatte mia madre a mano, no. Me le sono andate a prendere direttamente dal pastificio, a Barletta. Ho avuto infatti il piacere e l'onore, attraverso tutta una serie di fortunati eventi, di visitare uno dei più importanti pastifici pugliesi: il pastificio Maffei. Devo dire che è stata l'unica occasione della settimana in cui mi sono pentita di non avere portato la macchina fotografica con me, ed è stata la prima volta che ho visitato un vero pastificio seguendo il processo di lavorazione dallo smistamento della semola al confezionamento finale guidata dal gentilissimo e simpaticissimo Sig. Maffei in persona. Mettersela poi nel piatto, quella stessa pasta che hai visto preparare con tanta cura e tanta passione per i prodotti e la tradizione della propria terra, ti dà il senso delle cose fatte bene e con cura.



E di cose fatte bene e con amore mia madre ne sa qualcosa. Non poteva mancare una ricetta di mamma! Se né inventata un'altra delle sue, l'ennesimo metodo per conservare i prodotti freschi più a lungo. Invece di mettere i carciofi sottaceto o sottolio, li ha conservati in una soluzione di aceto diluito in abbondante acqua. Il risultato è un prodotto che si può utilizzare in diversi modi, non risentendo del gusto forte dell'aceto si possono ripassare in padella ed utilizzare per condire la pasta, per fare delle belle insalate, torte salate o addirittura mangiati così con un pizzico di sale e basta.



Appena tornata a casa me li sono sparati con gli strozzapreti freschi del Pastaio, ed ho anche aggiunto un po' di scamorza affumicata che ho portato con me. Un trionfo tutto Pugliese!
Mi dispiace per quelle persone che a questo giro non ho potuto incontrare, ci saranno altre occasioni. Grazie invece a tutte quelle persone che, anche se non lo sapranno mai, hanno reso la mia settimana una delle più intense ed indimenticabili tra le mie vacanze pugliesi.

Ingredienti per i carciofi a bagno maria
  • 40 carciofi circa
  • succo di limone
  • acqua
  • aceto bianco
Ingredienti per la pasta
  • strozzapreti
  • carciofi a bagno maria
  • prezzemolo
  • aglio
  • formaggio grattugiato
  • scamorza affumicata a dadini
  • olio, sale, pepe
Pulire i carciofi eliminando le foglie più dure e tenere da parte solo il cuore. Tagliatelo a fettine più o meno spesse e man mano che le tagliate mettetele in un recipiente con acqua e succo di limone per evitare che anneriscano. In un altro recipiente versate 5 litri di acqua ed 1 litro di aceto bianco. Scolate i carciofi dalla precedente acqua e limone e versateli nell'acqua con l'aceto. Teneteli a bagno per 15 minuti, poi invasateli con la stessa acqua in vasetti di vetro sterilizzate. Chiudete bene e passate a bagno maria per 10 minuti. Una volta tolti dalla pentola, copriteli con una coperta e lasciateli raffreddare completamente in modo che si crei il sottovuoto.

Per la pasta, rosolate uno spicchio d'aglio in un po' di olio. Versate i carciofi scolati dall'acqua, rosolate per qualche istante poi aggiungete il prezzemolo tritato, mescolate per qualche istante poi spegnete. Cuocete la pasta al dente poi passatela in padella con i carciofi, spolverizzate con formaggio grattugiato e versate la scamorza tagliata a dadini. Mescolate il tutto e servite subito con un filo d'olio e un pizzico di pepe.

Sognando: sognare una gita in campagna indica guadagno sicuro; sognare una gita al mare indica danno non previsto; sognare una gita in montagna indica prossimo viaggio; sognare una gita in barca indica visite inaspettate.

Il fuoco migliore non è quello che brucia più in fretta. (Geroge Eliot)

Archiviando: clicca qui per scaricare questa ricetta in formato .pdf

English please
Strozzapreti pasta with artichockes and smoked scamorza




Ingredients for the artichockes in water
  • about 40 artichockes
  • lemon juice
  • water
  • withe vinegar
Ingredients for the pasta
  • strozzapreti pasta or other small shape
  • home made carciofi in water
  • parsley
  • garlic clove
  • grated cheese
  • chopped scamorza affumicata
  • olive oil
  • salt, pepper
Clean the artichockes to the core, cut them in quarters and put them in a bowl with water and lemon as you keep cleaning all of them. In another bowl, mix 5 liters of water with 1 liter white vinegar. Drain the artichokes from the lemon and water and put them into the bowl with vinegar and water. Leave to soak for about 15 minutes then put them in glass jars, along with the same vinegar solution. Close the jars and cook them at baine marie (in a big pan with boiling water) for about 10 minutes. Remove from the heat, cover with a plaid and leave to cool completely.

For the pasta, simply fry a garlic clove in a bit of oil, add the artichokes previously drained from their water, add some parsley and mix well until tossed. Cook the pasta al dente and toss everything into the pan adding some grated cheese, a bit of pepper and chopped smoked scamorza to taste.

28 comments:

  1. Bentornata! Come ti capisco io faccio fatica a ingranare dopo un solo w/e passato al mare. Le foto che hai scattato sono bellissime, trasmettono il sapore di un mondo antico. fantastico il modo di conservazione dei carciofi in acqua e aceto, devo assolutamente provarlo!
    Un bacio grande
    Fra

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  2. Mi pare un sogno. La mia nonna paterna era di Minervino, ma venne a Milano col nonno ferroviere negli anni Trenta, e non si mossero più. Io sono varesotta, ho le mie radici in queste valli, in queste montagne, in questi laghi... ma ogni tanto mi assale una nostalgia strana, di qualcosa che non ho mai visto e di cui mi si è parlato pochissimo. Ricordo una cantilena che canto ancora ai miei figli, giocherellando con le dita della mano, e che fa così: "Questo va ad arare, questo va a zappare, questo va a mietere il grano, questo lo va a raccogliere, e questo cosa fa? Pippiripilla zapparella mette la pezza alla stuà (lo stivale), e se non la mette bone, io ti do uno schiaffone :-))"
    La conosci?
    La mia nonna era una Di Paola, il nonno invece Scipione Pantaleo (nome altisonante...)
    Li sai fare i cuchilicchi? Non mi dire di no, eh? E la puddica con le olve verdi (non quelle nere, che mettono tristezza, eh?)

    Vabbè, ognuno ha un lato nascosto... anche Bosina lo ha :-)

    Un grosso abbraccio, Fiore, e davvero grazie per queste immagini. Se ne hai altre, saranno davvero graditissime.
    Bosina

    p.s. In Londra vive un'antica minervinese tremenda che mi assomiglia molto, pare... mia zia Filomena :-))

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  3. Dimenticavo... belli gli scarcioff :-)

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  4. bosina
    la cantilena me la cantava mia nonna e me l'ero scordata completamente, ora che mi ci hai fatto pensare... grazie :)

    Scipione Pantaleo è davvero un bel nome! :D Conosco la famiglia dei Pantaleo solo che noi li abbiamo sempre chiamati "Pantalen" forse perchè hanno un negozio di stoffe e l'abbiamo associato al "fare i pantaloni" ahahahah boh, io li ho sempre chiamati così, i due fratelli Pantalen!

    I cuchilicchi li so fare anche se non li faccio spesso perchè vanno fritti, ma insomma se me li prepara la zia o la mamma non mi tiro mai indietro! :)

    fatti un giro a minervain che è un bel paese e sono sicura ritroveresti una parte di te :) baci

    fra
    gli scarcioff, come dice bosina giustamente, sono da fare soprattutto quando vengono venduti a basso costo, adesso mi sa che sono un po' altini e forse non vale la pena, ma quando te li buttano addosso conviene farci un pensierino :)) baciiii

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  5. L'abbinamento scamorza e carciofi è davvero ottimo. Bellissima l'idea del metodo di conserva dei carciofi!!! e le foto???? Bravissima cara! As usual!

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  6. Sai cosa, Fiore? Mi frena il fatto che sono mamma multipla di 4 bambini piccoli e uno che nascerà a settembre... altrimenti mio marito mi aveva promesso di portarmici.
    Mio padre purtroppo morì quando avevo 12 anni, mia madre è lombarda e non sopportava parenti di mio padre... manco i suoi, a dire il vero :-(, così di Minervino e della Puglia so davvero pochissimo.
    E' un peccato, perché anche se io sono tutt'uno con la mia terra, sento che le tradizioni anche lontane di famiglia no dovrebbero mai andare perse. Un mio cruccio ad esempio è quello di non capirci un'acca quando mi parla in barese mio zio... io amo i dialetti, penso che se sapessi anche solo un po' di minervinese potrei considerarmi una donna più completa, come del resto il bergmasco di mia madre che lei non ci ha mai tenuto ad insegnarmi.
    Quella dei pantalen è bellissima.
    Appena sento quella fulminata di mia zia che però ormai ha perso un po' di colpi, glielo chiedo :-)

    Un bacione
    Laura

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  7. Ciao Fiore!
    ...ma questo post è meraviglioso! Mi è piaciuto tanto soprattutto per le sensazioni che hai saputo trasmettere: la lentezza dei giorni afosi pervasa comunque da tanta allegra spensieratezza. E poi le foto, come al solito incantevoli, per non parlare della ricetta! Grazie! slurp!

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  8. Che foto meravigliose.
    Se uno in quel momento non ce l'ha la nostalgia, gliela fai venire.
    Però tu non hai nostalgia vero? O meglio nei tuoi racconti si legge tanto amore, tanti legami, ma non il desiderio di tornare, forse perchè hai scelto liberamente di lasciare la Puglia.
    E' una giusta impressione? Mi insegni il metodo? :)
    Besitos
    Concetta

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  9. adoro le tue foto!!!
    sono così espressive e ...poetiche!
    bravissima!

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  10. Ciao Fiore, sono rimasta incantata dai gelsi bianchi! Mio nonno è un appassionato di piante da frutto e l'anno scorso, insieme al mio ragazzo, ho voluto regalargli un gelso nero. Il fatto è che dalle mie parti i gelsi sono praticamente introvabili (abito in Emilia Romagna) e per recuperarne uno ce lo siamo fatti spedire dalla Sardegna! Mi piacerebbe sapere se il gelso bianco differisce molto, come sapore, da quello nero... tu l'hai assaggiato?
    Complimenti per le foto, sono uniche!

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  11. debby
    il sapore è simile a quello nero, ma a mio avviso un più acquoso come sapore. quei bianchi non macchiano mentre quei neri se ti si spalmano addosso è una tragedia :D

    claudia
    grazie :) baci!

    concetta
    ho deciso di non vivere più a minervino da quando avevo 18 anni, quindi aaaaaaaaanni fa. il paese è bello, è la gente che mormora troppo, ed io, se una cosa mi stao stretta preferisco cambiarla :)

    kix
    che piacere rivederti! ho visto con piacere che le tue immersioni continuano. le tue foto sott'acqua sono sempre affascinanti. baci :)

    bosina
    congratulazioni per la famiglia allora! :) ci credo che non hai tempo di muoverti. comunque non è mai troppo tardi. fatti un bel regalo una volta, lascia i bambini al marito e vola verso sud :) per il corso in minervinese ti aiuto io, nan t sij ingaricann! :D (ndr non ti preoccupare!) ahahah

    sere
    grazie, baci ^__^

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  12. Bellissimo tutto, descrizione, ricetta...la tua terra e' splendida!!!

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  13. cara fiore intanto ben tornata e poi che emozione vedere immagini campestri di Minervino!
    Mi ricorda i viaggi che facevo da bambina... Ed é così tanto tempo che non andiamo giù!
    Dovrei portare papi, magari a Settembre.. quest'anno compie 70 anni e sarebbe un bel regalo!
    grazie per le emozioni e bellissimo post come sempre
    baci

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  14. Meravigliosa questa pasta!

    La prossima volta, visto il numero enorme di parenti, mi posso infiltrare per farmi una mangiata di pasta al forno fuak sott e fuaek soup? :D

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  15. bellissima la tua vacanza a casa...alle origine...un baciotto:-)
    Annamaria

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  16. Bentornata, sono sempre belle e interessanti queste storie, mettono anche un po di malinconia, però poi piano piano si ritorna alla normalità;) bella questa ricetta baci

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  17. Fiore, per un attimo mi sono sentita lì... foto e post strepitosi!

    Un abbraccio

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  18. La tua scampagnata mi ricorda tanto i pranzi all'aperto con i parenti abbruzzesi. Tavolate simili.
    Splendide le immagini, trasmettono l'aria che hai respirato.
    Ciao, Alex

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  19. ciao fiore
    bee tornare dalla vacanza è sempre un impresa... che vuoi farci...
    bellissime le foto come al solito...
    sai che anche da noi in sicilia la pasta al forno si fa in quel modo... la chiamiamo pasta incaciata che dovrebbe significare abbrustolica o con la crosta ... ognuno ha un parere diverso!

    un bacione lalla

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  20. paolo salim28/6/08 10:10 pm

    "gambi e foglie della pianta delle zucchine"? abbiamo l'orto dietro casa ed io cerco sempre di utilizzare tutto, ho ottenuto una zuppa verdissima e molto buona con le bucce (freschissime) dei piselli, adesso però sono molto interessato all'uso di gambi e foglie di zucchine, già ne friggo i fiori, eh eh... i gelsi li abbiamo entrambi, a volte dicono di toglierli ma per me devono restare, sono piante arcaiche che ci ricordano quando qui si faceva la seta.
    Saluti dal Veneto

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  21. Non avevo mai letto questa preparazione per i carciofi... mi piacerebbe provare... non è che le conserve casalinghe mi vengano benissimo, ma questi sembrano facili...

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  22. che bello...siamo conterranee, allora!!! la puglia è un posto meraviglioso...sia x i luoghi che x il palato...ogni tanto ritornarci nn può che essere un piacere,no??? baci

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  23. Thank you for a beautiful post!

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  24. Bentornata!!!! Mi sono mancate le tue ricettine e tuoi racconti londinesi..e non solo! :o)
    Fedra

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  25. Bentornata FdZ, è sempre un piacere leggere le tue "cronache" e poi la ricetta.. sluurp... :)) mi è venuta l'acquolina in bocca solo a immaginarmela nel piatto.

    Ciao, marco

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  26. ohhhh i gelsi!!! che meraviglia!!!gli utlimi 2 li hanno abbattuti 15 anni fa per costruire un palazzo... peccato mi piacevano le more di gelso... una volta ce n'erano tanti perche' allevano i bachi da seta...

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  27. Che me ne pare? Meravigliosa la pasta e le ricette, splendide le foto e bellissimi i racconti. Con tutto che sono cresciuta a Bari, cimichicozze o tarcicorie non le avevo mai sentite nominare. Trovo bellissimo che in Italia ogni città e ogni paese abbiano ingredienti, nomi e ricette propri e ben distinti dagli altri. Spero di leggere presto altri post sulla Puglia. Ciao!

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  28. Questo sembra delizioso! Mi piacciono i carciofi, ma non so mai come utilizzarli in cucina. Mettendoli in pasta è un'ottima idea! Inoltre guardate sempre così difficile da fare, non ho mai provato prima, ma la tua ricetta sembra semplice e facile da seguire! Ti consigliamo di qualsiasi altro tipo di formaggio che può essere sostituito per la scamorza affumicata? Non mi piace il formaggio affumicato molto, ma io lo provi in questo piatto, perché forse lo farò cambiare idea una volta che lo mangio con i carciofi, pasta, e aglio! Sono così felice che ora so come cucinare i carciofi e non vedo l'ora di provare questo piatto!

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Grazie - Thank you!

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