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27 April 2009


Da un mare ad un altro, anche se poi è lo stesso mare, quello che bagna la regione del Sussex e precisamente ad Est. Mi sono imbattuta in un villaggio fino ad ora sconosciuto che si chiama Hastings. Ho scoperto che non solo è un posto meraviglioso paesaggisticamente parlando, ma che è stato per molti decenni uno dei porti più importanti per lo smistamento del pesce, come testimonaniano ancora le case alte e nere situate sulla spiaggia.




E infatti è uno dei rari esempi in cui ho visto spuntare due pescherie grandi una dopo l'altra, con abbondante selezione di pesce e soprattutto fresco. A differenza di altri centri sul mare, è un posto meno turistico, non ha i soliti pub sul lungo mare (ok forse uno me lo ricordo) e quindi non si assistono a scene di gente spaparanzata sulla spiagga mezza ubriaca, come mi è capitato invece di assistere quando sono stata a Brighton.


Per chi ama la natura e le passeggiate nel verde, alternate da spiagge remote e spesso irrangiungibili, c'è la riserva naturale di Hastings, (Hastings Country Park) un parco che si estende per circa 260 ettari. Per arrivare in cima alla scogliera ed iniziare il percorso si possono salire delle comode scale di legno oppure per i più pigri, si può utilizzare lo speciale ascensore, (East Hill Lift), chiuso nella bassa stagione. Da qui la vista è piuttosto impressive, fatta di case con i tetti colorati di giallo e arancione che ricordano le casette che disegnavo una dietro l'altra quando andavo alla scuola elementare!


Come ogni posto degno di un buon ricordo, Hastings è nella lista di quelli in cui tornare volentieri, non solo per finire di camminare l'altra metà dei 260 ettari di parco, ma soprattutto perchè ci sono quei 2 o 3 ristorantini che sanno come cucinare il pesce e che vendono ostriche ad un prezzo più che decente (£ 1.10 l'una). Basta non lasciarsi scoraggiare dall'odore e dalla vista lampante dei fish and chips che proviene da alcuni locatelli folcloristici. Addentrandosi nelle viuzze del paese si fanno scoperte molto più interessanti.





































Ingredienti per 2
  • linguine
  • un mazzetto di spinaci
  • 2 capesante
  • un po' di farina
  • 1 cipolla piccola
  • 1 spicchio d'aglio
  • olio di oliva
  • sale, pepe
  • semi di sesamo a piacere
Soffriggete una piccola cipolla insieme ad uno spicchio d'aglio schiacciato. Aggiungete le foglie degli spinaci e fate appassire per qualche minuto. Impanate le capesante in un velo di farina bianca e rosolatele da entrambe i lati per qualche istante in olio caldo. Cuocete la pasta al dente poi risottatela nella padella con gli spinaci, condite con olio d'oliva a crudo e servite con le capesante e semi di sesamo a piacere.

Sognando: sognare una lingua indica paura di chiacchiere.

Parolando: Con la parola capasanta, formata dall'unione della parola latina capa mantello - da capere prendere, contenere (perché avvolge e prende tutta la persona) - e dalla parola santa, si definisce un mollusco bivalve il Pecten jacobaeus meglio conosciuto come conchiglia di San Giacomo. Questo mollusco, infatti, è strettamente legato al pellegrinaggio nella città di Santiago de Compostela in quanto era raccolto dai pellegrini sulle spiagge galiziane e sulle costa di Finisterre per essere appeso ai loro mantelli come testimonianza del pellegrinaggio. Era anche usata come piccola ciotola per bere e come piattino per raccogliere il prezioso cibo che veniva loro offerto loro durante il cammino. A tutt'oggi, il noto mollusco a forma di ventaglio, continua ad essere legato a San Giacomo tanto da essere diventato un simbolo grafico sempre presente non solo negli antichi documenti o nelle raffigurazioni del santo ma anche nei vari souvenir e cartoline
che vengono venduti durante tutto il percorso.

Archiviando: clicca qui per scaricare questa ricetta in formato .pdf

English please
Linguine with spinach and scallops


Ingredients for 2
  • linguine pasta
  • some spinach leaves
  • 2 scallops
  • white flour
  • 1 small onion
  • 1 garlic glove
  • olive oil
  • salt, pepper
  • sesame seeds
Gently fry a small onion and a garlic clove in a pan with some olive oil. Add the spinach leaves and stir for a few minutes until tender. Lightly cover the scallops in a bit of white flour and sear them in a hot pain with a bit of olive oil. Drain the pasta al dente then mix it to with the spinach leaves, drizzle with some olive oil and serve with the scallops and some sesame seeds.

16 April 2009



Una delle uniche occasioni in cui l'Inghilterra si concede un giorno festivo in più rispetto all'Italia è proprio quello di Pasqua, in cui i festeggiamenti iniziano dal Good Friday ed i giorni di vacanza per me sono ben quattro. Attendevo questo momento da un bel po' per fare qualcosa di più di una semplice passeggiata in un parco nei dintorni e per evadere completamente dal tran tran quotidiano. Una decisione last minute in ogni caso, perché a me non piace programmare ed ho seri problemi a decidere dove andare in vacanza se devo prenotare settimane prima. Ho il terrore che quando il momento poi arriva, non mi va di andare più né in quel posto, né in quel dato momento.









"Sai dov'è l'isola di Wight?" E' uno di quei posti di cui ho sempre sentito parlare e dove ho pensato spesso in passato di andare ma non ne ho mai avuto l'occasione. Le previsioni per il weekend erano pessime anche a Londra, ma non mi sono lasciata scoraggiare ed unita alla voglia di guidare che mi mancava ormai da mesi, sono salita sul primo bus della National Express e sono partita per la volta di Southsea, nell'Hampshire.















L'autobus è il metodo più conveniente per viaggiare in Inghilterra, il treno impiega lo stesso tempo ma costa il doppio, un furto insomma. Da Londra ci vanno giusto due ore e mezza per arrivare al porto di Southsea. Con l'Hovercraft invece (una specie di gommone enorme a motore, almeno da quello che io dall'alto della mia scienza ho percepito) si attraversa il canale in 10 minuti e si viene trasportati magicamente nella cittadina di Ryde.









Giunta a Ryde mi si è presentata davanti una nebbia poco da ridere, tant'è che mi sembrava di stare trascorrendo le vacanze di Natale invece che quelle di Pasqua, il che rendeva il paesaggio tutto un po' bucolico ma anche una gran rottura di scatole perché già pensavo che a questo giro non sarei riuscita a fotografare un granché.
Da Ryde ho preso un autobus che mi ha trasportata verso sud e precisamente nel villaggio di Shanklin. L'isola è talmente piccola che in meno di un ora si arriva da una parte all'altra, da sinistra verso destra, da sopra a sotto. A Shanklin c'era il mio alberghetto ad attendermi, una grande casa tappezzata di moquette blu a fiori gialli e rossi e la mia stanza in alto alle scale, con il numero 1.
Luisa (n.d.r. il mio navigatore satellitare per chi ancora non lo sapesse) mi ha seguita nel viaggio ed insieme abbiamo scelto un altro compagno di viaggio per girare allegramente l'isola: Aygo. A Luisa è piaciuto subito, io ho fatto fatica a capire dove era il freno a mano e soprattutto Luisa ha dovuto ricordarmi almeno un paio di volte che eravamo ritornate in Inghilterra e che la guida era assolutamente a sinistra della strada. Dopo i primi tentennamenti ci siamo avviati tutti e tre ad esplorare la costa sud e finalmente una bella sensazione di libertà ci ha pervaso, mentre in mezzo alla nebbia più fitta mi domandavo se era proprio il caso di riprendere a guidare in quelle condizioni. Ma tanto a parte noi tre, sulla strada non c'era altra anima viva. Qualche pecora ogni tanto, qualche mucca qua e là.



Ci siamo subito fermati ad osservare il panorama nel View Point più vicino. Un'altra raccomandazione per chi non fosse più abituato a guidare è quella di non provare la retro marcia sull'orlo di un precipizio. Sudata fredda. Aygo sembrava protrarsi più in avanti che in indietro. Noooooooo!! Poi finalmente ha capito che R stava per Retro e non per Raccattiamoci di sotto!





Il primo giorno avevo talmente tanta voglia di guidare che sono arrivata fino alla Alum Bay, piena di nebbia, non si vedeva niente. Fa niente, ci riproviamo domani, ho detto ai miei compagni di viaggio. Siamo tornati indietro ed ad un certo punto mi sono accorta che sono andata in riserva.
Una cosa raccomandabile se andate sull'Isola di Wight, o forse in qualsiasi isola, è quella di accertarvi di avere almeno il pieno di benzina, perché i benzinai sono rari come le stelle alpine da quelle parti, e se ne incontrate uno è probabile che o sia chiuso o neanche lo notate perché è un distributore molto piccolo.
Sicché ad un certo punto ho iniziato seriamente a pensare che avremmo trascorso la notte in mezzo alla campagna sperduta dell'Isola, con Luisa e Aygo che mi avrebbero dato dell'imbecille per non averci pensato prima.





Per fortuna invece dopo aver sudato sette camice per la strizza, ho incontrato un distributore e il povero Aygo è riuscito a dissetarsi ed io pure.
Sta di fatto che per alcuni versi la costa di questa isola mi ha ricordato molto il Devon e per altri anche lo stesso mare, che poi di fatto, è lo stesso mare. E' stata come una sorta di déjà vu, un balzo indietro nel tempo, tutt'altro che spiacevole. Ho pensato subito: quasi quasi mi ci trasferisco in questo posto. Domani guardo quanto costano le case!







Tutti i posti visitati durante una giornata di pioggia perdono almeno l'80% del loro fascino. Ne acquistano un altro si, ma è tutta un'altra storia.
La baia più importante è quella di Freshwater, paradiso dei surfisti, quando è bel tempo. Il punto di vista più interessante è lo stesso, insieme al The Needles, una catena di scogli che emergono dall'acqua indicate come una delle sette meraviglie del sud dell'Inghilterra. Immaginate tutto questo con un filtro di colore verde/blu, in una giornata di sole e con un cielo azzurro, ed otterrete uno scenario mozzafiato.









Io mi sono accontentata della foschia che prendeva il posto della nebbia e viceversa. Da qui si può prendere anche una specie di funivia che va da sopra il precipizio a sotto e da dove si possono ammirare gli scogli ed il panorama in maniera più estesa. Io mi sono guardata bene dal farlo perché in un certo senso soffro di vertigini ed il vuoto sotto i piedi mi crea una certa inquietudine, ma penso ne valga la pena.





Sabato mattina è arrivato il tanto atteso momento della colazione, che andava rigorosamente scelta la sera precedente. Ho scelto quindi andare a suicidarmi con la colazione inglese, in versione vegetariana. Fagioli: circa un centinaio. Uova: una. Pane fritto: una fetta divisa a metà. Funghi: uno. Pomodoro: metà di uno. Il giorno successivo ho cambiato menù e mi sono fatta portare delle uova strapazzate, così tanto per cambiare. Ho ingerito tutto il colesterolo ed il fritto che di solito mangio in un anno, ma faceva tanto vacanza e chissenefrega. Sotto gli occhi scrutinatori dei miei vicini di merende, ho mangiato tutto come se fosse la mia colazione preferita da sempre. Una vera english. Il terzo giorno ho ordinato due cornetti al burro con marmellata. Il mio stomaco chiedeva pietà, mentre cercava di digerire ancora tutti i fagioli e le uova dei giorni precedenti.



Come altri posti sul mare in Inghilterra, anche sull'Isola di Wight non mi è capitato di incontrare una pescheria che fosse una. Anche i granchi sulla spiaggia giacevano disperati alla ricerca di una casa! Il menù del giorno di Pasqua, in un piccolo ristorantino sul mare, quasi dentro il mare, era composto dal solito menù della domenica con scelta tra maiale, manzo e agnello. Scandaloso. Per quanto la carne sia quello che agli inglesi riesce meglio cucinare, almeno una scelta di due spaghetti con le vongole, che ne so, due cozze marinate, pure senza aglio e olio. Niente. Il solito pesce fritto con contorno di piselli insipidi e patate fritte. Indubbiamente ci saranno posti sull'isola in cui si mangia soprattutto granchi e gamberi, ma io non li ho incontrati e se li ho incontrati erano chiusi. Mentre la cosa più decente che ho mangiato è stata proprio una zuppa di broccoli e zucchine, in un pub a Bembridge, che poi io ho trasformato in qualcosa di più cremoso con le zucchine saltate nell'olio. Sarà stata la fame o il freddo o la caduta che ho collezionato su un gruppetto di alghe marine, oppure la disperazione per la morte della mia smart card che mi è costata la cancellazione di molte foto, insomma tutto quel verde che si ripeteva nei miei occhi, ha soddisfatto anche il mio palato.











Le attrazioni turistiche sono parecchie: dalla Garlic Farm (dove si produce l'aglio che poi viene distribuito anche in Inghilterra, tra qui anche un tipo di aglio affumicato) a quella della Lavanda (con più di 230 specie di lavanda diversa), al Mulino a vento più antico dell'isola, ancora funzionante di Bembridge, alle cittadine di Cowes e East Cowes, piccole ma piena di negozietti diversi dai soliti inglesi, Sandown, Shanklin e Ventnor con le loro spiagge, le perle in Brightstone, il vetro soffiato di Ventnor e addirittura la Rosemary Vineyard, una delle vigne più grandi dell'Inghilterra che si trova nella campagna sperduta vicino Ryde. Girando in macchina si incontrano tutte le attrazioni possibili, basta riuscire a riconoscerle e a fermarsi senza inchiodare.
L'interno è stato ancora più bello per me perchè almeno è quello che a tratti ho potuto osservare, composto da ettari di terra ondeggiante, tante salite ed altrettante discese.























Il colore predominante di questa vacanza, è stato il verde misto grigio e bianco/nero. Il che mi ha anche permesso di sperimentare un tipo di fotografia annebbiata niente male. Il blu l'ho visto proprio quando era ora di tornare a casa. Ryde non sembrava più la stessa con il sole, il cielo azzurrissimo, qualche nuvola bianca e la vista di Southsea e Southampton che ora si vedevano chiaramente dal di qua del mare.











Tornata a Southsea rosicando per il bel tempo, mi sono concessa un ultimo pranzo prima del rientro. Dico va beh, siamo sul mare, ce l'avranno un po' di pesce qua no? M'imbarco in un cartello che si vanta di vendere le migliori vongole/cozze/granchi/lumache di mare della zona.



In realtà è un piccolo baretto che vende i soliti frutti di mare bolliti e freddati dal ghiaccio sottostante, gentilmente serviti con abbondante salsa o aceto. Ripiego su un panino della stessa specie, ma faccio fatica a capire se per mangiarlo lo devo svuotare in un piatto e chiedere una forchetta, perché neanche con la forza del pensiero riesco a farlo chiudere. Mi tocca mangiarlo così come viene, alla buona, perdendo pezzi di gamberetti a destra e a manca e alla fine pranzare con quel che mi è rimasto in mano.



Info Utili:
  • National Express da London Victoria per Southsea: 2 ore e mezza (£ 24 a/r o anche meno, dipende da quando prenotate)
  • Southsea o Porthsmouth Hover Travel per Ryde: 10 minuti (£ 16.20 a/r. Un furto considerato il tempo di percorrenza, ma tant'è!)
  • Macchina da affittare sul posto altrimenti costa un botto attraversare il canale.
  • Una guida dei ristoranti è disponibile in molti Tourist Information ed alcuni in realtà sembrano anche molto buoni a giudicare dalle recensioni, ma assicuratevi che siano aperti nella stagione in cui decidete di andare.
  • Le cartine del posto sono anch'esse disponibili nei Tourist Information, con guide degli eventi gratuite, non c'è bisogno insomma di stampare niente.
  • Isle of Wight Walking Festival dal 9 al 24 Maggio, 16 giorni di attività, più di 300 percorsi da esplorare a piedi lungo la costa e non solo.
  • Il sito ufficiale dell'Isola, dal quale attingere informazioni utili.
Last but not least, è stata pubblicata una mini intervista della sottoscritta sul blog di Made in Kitchen. Per leggerla cliccate qui.

Ingredienti
  • 1 testa di broccolo
  • 1 zucchina
  • 1 cipolla piccola
  • 1/2 spicchio d'aglio
  • olio d'oliva
  • brodo vegetale
  • sale, pepe
  • coriandolo o prezzemolo a piacere
Soffriggete la cipolla in un po' di olio, poi aggiungete il broccolo tagliato a pezzetti e metà della zucchina. Stufate con un po' di brodo vegetale fino a che il broccolo non si sarà cotto. Frullate tutto e mettete da parte. In un'altra padella soffriggete la zucchina rimasta e tagliata a dadini. Versate nei piatti e decorate con quest'ultima, aggiungendo un filo d'olio e decorando con prezzemolo o coriandolo a piacere.

Sognando: sognare un isola indica che siete a vostro agio e rilassati; sognare che vi siete arenati su un isola indica che non sapete cosa fare della vostra vita o che siate alla ricerca di un po' di solitudine, o ancora che state cercando di fuggire da una situazione poco felice.

Parolando: Il termine isola deriva dal latino insula composta dalla particella in e sal-um¬ mare. Letteralmente dunque significa "nel mare". A questa definizione si affianca il significato della parola greca sal-os che anch'essa assume genericamente il significato di mare, ma che propriamente indica movimento, agitazione di flutti, acqua corrente, risacca a ridosso della terraferma.

Archiviando: clicca qui per scaricare questa ricetta in formato .pdf

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Broccoli and courgette cream


Ingredients
  • 1 head of broccoli
  • 1 courgette
  • 1 small onion
  • 1/2 garlic clove
  • olive oil
  • vegetable stock
  • salt, pepper
  • coriander or parsley to decorate
Heat a bit of olive oil in a saucepan and gently stir fry the chopped onion. Add then the chopped broccoli and half of the courgette. Cook by adding a bit of vegetable stock until tender. Blend all together and put aside. In another pan, heat a bit of olive oil and fry the chopped courgette. Serve the soup with a drizzle of olive oil and fried courgettes in the middle, add fresh parsley or coriander to taste.
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