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31 March 2008



E' un tranquillo venerdì sera come tanti, solo che sono a Londra e potrei spassarmela allegramente. Invece no, ho deciso che l'indomani andrò al Portobello Market e quindi preferisco starmene a casa ed andare a letto presto in modo da essere fresca e riposata per la lunga camminata che mi attende. A Portobello non credo di esserci mai stata, durante tutte le precedenti escursioni a Londra, è una di quelle tappe che non ho ancora esplorato. Mi metto a cercare informazioni, soprattutto su come arrivarci da casa e per non perdermi. Facile, in un oretta al massimo sono lì. Ho preso spunto dagli appunti di Kijaretta che ha redatto una mini guida di Londra che potete scaricare anche in versione .pdf e quindi non mancherò di visitare i posti da lei consigliati.
Mi metto a letto molto presto, intorno alle 10pm. Per chi non mi conoscesse, dormire è il mio hobby preferito, in testa persino al cucinare e a tutto il resto, a volte andrei a dormire alle 8 di sera, spesso lo faccio anche.
Dalla finestra basculante sopra il mio letto, vedo le nuvole viaggiare velocemente, le stelle questa stasera non si vedono e a dire il vero non mi pare ancora di averle mai viste da quando sono qui, tanto è sempre stato nuvoloso per la maggior parte delle volte. La luna invece, quella si, l'ho vista, bella, luminosa, tonda, piena. Qualche gabbiano e qualche aereo invece sono all'ordine del giorno.
La pioggia inizia a cadere piano piano e produce un suono prima lento e poi più forte ed insistente che non fa altro che conciliarmi il sonno, anche se non ce n'è bisogno.
Cado in un sonno profondo in men che non si dica, solitamente mi bastano 5 secondi contati per cadere in una specie di catalessi totale e sempre solitamente non mi sveglio mai di notte tranne se un brutto sogno...
E infatti proprio verso le 4 del mattino, un rumore piuttosto forte mi sveglia. Stavo sognando di aprire una busta di plastica e quando ho aperto gli occhi non ho subito capito se il sogno era la realtà o se la realtà si era intrufolata nel mio sogno. O se?
Trattenevo il respiro mentre con gli occhi spalancati cercavo di farmi luce nel buio, immobile, senza fermarmi, trasudando caldo e freddo e cercando di capire cosa potesse essere. Ho subito pensato che ci fosse qualcuno in casa, senza ombra di dubbio, qualcuno sulle scale che stava rovistando tra buste di plastica per cercare chissà cosa poi. Non sapevo se chiamare la polizia e poi gridare "Chi va là" (alt o sparo) o se chiedere prima "Chi è?" e poi chiamare la polizia, sperando magari che il ladro rispondesse: "Sono il ladro, c'è qualcuno in casa?".
No, in realtà non sono riuscita a muovermi di un millimetro, tanto ero pietrificata. Non vedo niente, eppure qualcosa ci deve essere, qualcuno, qualcosa.

Fuori piove e c'è un gran vento, con tutti gli spifferi che hanno le case inglesi, sicuramente saranno le buste di plastica sotto il lavandino. Guarda caso un soffio di vento forte coincide in quel momento con il rumore di buste. Cerco di tranquillizzarmi, ma no, non mi alzo dal letto, il cuore è a mille ma io non mi alzo. In realtà ho più paura che ci sia qualcosa che qualcuno. Non sento passi, no, non può essere qualcuno. Ma allora che cos'è?
Riconosco questo rumore, si che lo riconosco. Lo scorso anno in Devon ho vissuto la stessa esperienza, forse anche più drammatica. Il Rattotulle che mi stavo crescendo in cucina era di dimensioni di un piccolo scoiattolo, che entrava ed usciva a suo piacimento da un buco sotto il lavandino, non solo, si stava costruendo il nido sotto la cucina, con le mie noci!
La cucina all'epoca era al piano terreno ed io dormivo al piano di sopra. Me ne sono accorta solo perché per un periodo ho dormito sul divano accanto al camino, che mi piaceva tanto perché faceva tanto baita di montagna. Dalla cucina adiacente ad ogni mezzanotte di ogni notte sentivo rumori molesti come di qualcuno che rovista o di vento che smuove.
Insomma il rumore era lo stesso, smetteva per qualche secondo, poi riprendeva, poi smetteva. Ho cercato di fare luce con il telefonino, ma era troppo buio ed io troppo cieca per vedere chiaramente qualcosa. Dopo mezz'ora mi sono alzata, ho acceso la luce e sono andata in bagno a prendere un bastone che serve per aprire la finestra del bagno che da sul tetto.
Mi sono rimessa a letto, nel frattempo il rumore si è arrestato. Dal letto alla cucina, essendo un monolocale, ci saranno circa due metri. Ho smosso il carrello di fronte a me e quando ho toccato la busta del pane, ho visto che qualcosa effettivamente si muoveva.
OH-MY-GOD! In realtà l'imprecazione è stata un'altra ma questa rende l'idea. Ho smosso ancora perché DOVEVO essere sicura che ci fosse qualcosa, a costo di farmi venire un infarto.
Un topo, sarà stato lungo 10cm, è schizzato prima fuori dalla busta del pane, poi sotto il mio letto - Oddio ti prego non farlo saltare SOPRA il mio letto - poi fuori da sotto il letto ed infine è scomparso.

Ho piantato un urlo contenuto, ma speravo che qualcuno mi sentisse per venire a vedere che cosa fosse successo. Niente. Qui posso anche morire che tanto non mi sente nessuno.
Se c'è una cosa che proprio non sopporto, beh quelli sono proprio i topi, in cucina ed a casa mia! Credo ormai di avere la fobia dei topi, per mesi ho cercato di rimuoverne il pensiero, la visione, per qualche tempo li ho pure sognati ed il disgusto era sempre lo stesso. Poi è venuto fuori quel simpatico film-cartone e tutti a dire quanto è bello Rattotu quanto è bello Rattata ed io avrei messo uno di quelli nella cucina di ognuno per fargli capire quanto fosse poco divertente averne uno in casa. Per dire, se non è mai successo non si può capire. Ed il mio senso dell'umorismo è davvero scarso in merito. Non riesco a riderci sopra, è più forte di me.
Mi sono alzata e sono stata in un angolo della stanza fino alle 8, non ho più dormito ovviamente, ed ho atteso un orario decente per chiamare il padrone di casa. Nel frattempo ho chiamato chi potevo, cercando conforto. Le otto di sabato mattina, lo so, non è un orario decente per svegliare chiunque, figuriamoci un inglese che magari la sera prima ha fatto bagordi al pub.
Segreteria telefonica, lascio un messaggio. "Ho un problema qui a casa, chiamami appena possibile, è urgente". Le otto e mezza, le nove, le dieci. Niente. Non mi richiama. Cerco intanto il modo per espatriare, un posto letto, asilo politico. Io stanotte in questa casa non ci dormo.
Presa dallo sconforto più totale scendo al piano di sotto e vado a bussare al vicino. Mi apre uno sconosciuto:

- C'è Gavin?
- Gavin è sotto la doccia, posso esserti utile? Io sono Jason, il suo fidanzato.
Jason è un ragazzone altissimo, mi ispira fiducia.
- Avrei bisogno di parlare con qualcuno, gli dico.
- Che è successo?
- I got a mouse in my kitchen - e scoppio a piangere.

Devo avergli fatto davvero tenerezza. Mi dice guarda, se c'è un topo in casa Gavin non ti può aiutare, vengo io.
Sale su e si mette a guardare sotto la cucina, poi mi consiglia di richiamare il mio padrone di casa e di farmi sistemare i buchi.
Nel frattempo io riesco nuovamente ad avvicinarmi alla cucina dalla quale fino ad allora non avevo osato avvicinarmi.
Jason se ne torna giù e dopo mezz'ora arriva Gavin. Coraggioso più che mai anche lui guarda sotto la cucina e questa volta ci guardo anch'io. Notiamo infatti che il topo proviene proprio da lì e che questi buchi vanno tappati alla sorgente.
Finalmente il padrone di casa chiama.

- Che problema c'è?
- Ho un topo in casa.
- Right. (Che è un po' come dire "E quindi? Che vuoi da me?")
- Dovresti venire a dare un occhiata perché io non ho voglia di dormire coi topi stanotte.
- Ci penso e ti richiamo - dice lui.

Ma che devi pensare? Non so se hai capito. Ho un topo in cucina che di notte rovista tra il mio pane che di giorno io mangio. Per fortuna il pane era secco e comunque non lo avrei mangiato, ma insomma il senso dell'igiene?
Intanto Gavin mi ospita nel suo flat, mi offre persino un caffè fatto con la moca e degli shortbread. Parliamo del più del meno, per fortuna riesce a farmi distrarre con questo e quell'altro discorso, è un occasione per conoscerci meglio.
Dopo mezz'ora il padrone di casa richiama:

- Ok, Francesca. Ho ospiti a casa, non posso venire.
- ??? Come sarebbe non puoi venire?
- Guarda, mi dispiace ma non posso mollarli qua, appena mi libero ti richiamo.
- Come sarebbe appena ti liberi? Io non ci dormo con i topi stasera.
- Mi dispiace ma come ti ho già detto ho ospiti e non posso venire, appena mi libero ti chiamo. Considera che sei a Londra e che è normale avere topi in giro.
- NORMALE?

Sarà normale per te!
Dopo mezz'ora mi chiama e si presenta con la sua fidanzata che è più sveglia di lui (ma non avevi ospiti?!). Mi tappa i buchi alla buona (così lo sapevo fare anch'io), enfatizza il fatto che lei ha convissuto con decine di topi in vita sua e che in fondo non è questo big deal. Fattene una ragione insomma.

Quando sono arrivata in questa zona la prima cosa che ho pensato è stata: qua sarà pieno di topi, a giudicare da come tengono la spazzatura: in sacchi neri fuori dai bidoni e la raccolta avviene una volta la settimana, che non è come a Napoli ma insomma... Successivamente ho pensato: Io sto al terzo piano e almeno sto tranquilla, i topi non ci arrivano fin quassù. W-R-O-N-G!
Ci arrivano eccome, specialmente se le case sono quelle del dopoguerra, fatte tutte di legno e talmente instabili che quando c'è vento forte o quando passa il treno sotto, oscillano. I am not kidding.



Tappati i buchi alla buona (notare le rifiniture nella foto in alto), risolto il problema. Per sicurezza mi è stata anche fornita una live-trap che tengo in un angolo della casa e che credo terrò per il resto della mia permanenza, così tanto per dormire tranquilla.
Un consiglio spassionato a chi si avventurasse da queste parti in generale: controllate bene i buchi della vostra cucina e della vostra casa in generale, con il fatto che ero al terzo piano a me è sfuggito questo particolare. Pare che statisticamente ci sia un topo ogni 5 metri di raggio, mi sono documentata, ormai so tutto. Se c'erano topi persino nella cucina della Regina, direi che io con uno soltanto non posso proprio lamentarmi. Ha proprio ragione glamourama quando dice che in Inghilterra non c'è privacy! Certo tra l'omino del gas che entra in casa senza preavviso ed un topo, io francamente preferisco di gran lunga il primo.

Dopo il disgustoso, ammetto che è molto difficile, torno al gustoso. La ricetta è volutamente ispirata, se pur riadattata, a quella pubblicata sul numero di Aprile di Sale & Pepe. E' il mio personale ringraziamento per l'articolo che parla dei food blog e che vede protagonista la sottoscritta ed altre fior fior di colleghe. Non vi resta che sfogliarlo per capire di chi si tratta! (grazie a gata che ci ha fatto anche un piccolo post sull'avvenimento)

Per sdrammatizzare, oggi ci riesco almeno, mi godo gli UB40 con la simpatica "Rat in my kitchen". Grazie a tutti quelli che mi hanno sostenuta moralmente e psicologicamente ed a chi ho volontariamente svegliato all'alba. Da Londra, le avventure di fiordizucca, non finiscono qui.

Ingredienti per 4
  • 200gr di pasta
  • 300gr di piselli mangiatutto
  • 200ml di panna
  • 1 pizzico di pistilli di zafferano
  • 1 piccola cipolla
  • 1 cucchiaio di mandorle tritate grossolanamente
  • olio, sale, pepe
Tagliate i piselli mangiatutto e scottateli in acqua per circa 5 minuti. Nel frattempo soffriggete la cipolla in un po' di olio, aggiungete i piselli e lasciate insaporire. Aggiungete la panna, regolate di sale e pepe e cuocete a fiamma bassa per altri 5 minuti circa. Infine aggiungete lo zafferano, mescolate e spegnete. Tostate le mandorle in un tegamino antiaderente senza condimento. Cuocete la pasta al dente, scolatela e passatela nella padella con la panna. Saltate per qualche istante ed infine aggiungete le mandorle tostate in precedenza.

Sognando: sognare di avere paura dei topi indica trionfo su nemici.

Quando metti del formaggio in una trappola per topi lascia sempre spazio per il topo. (Proverbio cinese)

Archiviando: clicca qui per scaricare questa ricetta in formato .pdf



English please: Lumache pasta with mange tout in cream of saffron



Ingredients for 4
  • 200gr lumache pasta
  • 300gr mange tout
  • 200ml single cream
  • 1 pinch saffron
  • 1 small onion
  • 1 Tbsp roughly grounded toasted almonds
  • olive oil, salt, pepper
Cut the mange tout and boil in water for about 5 minutes. Mean time gently fry the onion in a bit of olive oil, add the drained mange tout, salt, pepper and cook for a futher 5 minutes. Add then the single cream, give it a good stir and finally the saffron threads. Mix well and remove the pan from heat. Toast the grounded almonds in a non stick pan. Cook the pasta al dente, drain it well and put toss it with the sauce. Serve hot and garnish with the almonds on top.

28 March 2008



Sono passate due settimane e sembra già una vita che sono qui, così come sembra passata una vita dall'ultimo post! A dire il vero tra le meritate vacanze e tra il fatto che qui non si finisce mai di scoprire cose nuove, il tempo sembra essersi ridotto notevolmente.
Sono stata accolta da una gran pioggia il giorno 15 Marzo, tanto violenta che il vento la faceva scorrere orizzontale, piuttosto che verticale. Il giorno dopo, domenica mattina, mi sono ugualmente avventurata per lo shopping essenziale: un telefono, della carta igienica, un po' di pane, qualche lattina di pelati, una bottiglietta d'olio, un po' di sale... e insomma proprio il minimo indispensabile. Sono uscita di casa munita di giacca a vento ed ombrellino multi color, avendo già scordato che qui, in Inghilterra, l'ombrello non si usa, e ci sarà un motivo. Al ritorno dallo shopping avevo tutto ciò che mi serviva, incluso un carrello per la spesa ed un ombrello multi color rotto, ribaltato dal vento più volte e completamente inutile, semmai di impiccio.
Un paio di volte ho pensato: "Ma chi me lo ha fatto fare? Stavo così bene al caldo" seguito da un "Se il rientro è così traumatico a livello climatico, in fondo non può che migliorare".
Sono seguiti giorni di ulteriore vento e pioggia, qualche raggio di sole però si è visto ed è sempre come un miracolo, uno splendido miracolo!
Grazie alle feste pasquali ho potuto godermi qualche giornata di sana vacanza e soprattutto ho cercato di capire dov'ero e come facevo ad arrivare dove. Tutto estremamente semplice, una volta capito da che parte andare. Inutile sottolineare che mi sono persa un paio di volte in maniera strepitosa e soprattutto andando nell'esatta opposta direzione rispetto al luogo che dovevo raggiungere, ovvero casa. In una occasione mi è venuto in soccorso un ragazzo mezzo ubriaco che nonostante il tasso alcolico ha saputo farfugliare indicazioni ben precise, in realtà quella sbronza sembravo io, che, nonostante lui mi abbia ripetuto ben tre volte da che parte andare, sono riuscita nuovamente ad andare nella direzione sbagliata. Ah, Luisa! (n.d.r. il mio navigatore), perché non ti ho portata con me?!
Dopo due settimane sono finalmente capace di uscire di casa e ritornarci, senza ombra di dubbio. La mia nuova dimora è in realtà un capiente studio flat (detto così fa molto fico in realtà è uno spazioso monolocale) nel cuore del distretto di Hackney. Un area molto interessante, popolata di gente di diversa provenienza, ceto e religione, e qualche inglese qua e là.
Ho imparato subito che vivere in una grande metropoli ha i suoi vantaggi. Me ne sono particolarmente accorta quando lo scorso sabato sera in mezz'ora ho raggiunto la Royal Albert All per assistere ad un concerto della Royal Philharmonic Orchestra, oppure quando lunedì pomeriggio ho visitato la Vanity Fair exhibition alla National Portrait Gallery, per non parlare del negozio italiano sotto casa che vende mortadella tagliata fine fine, pasta italiana, ristoranti Thailandesi, Angoliani, Africani, Giapponesi e chi più ne ha più ne metta. Insomma questo è un po' di quello che ho fatto nelle mie prime due settimane di vita londinese: ho goduto di tutta questa vita che durante lo scorso anno mi ero preclusa. Certamente quando ho parlato dell'Italia nell'ultimo post, non volevo dire che l'Italia è brutta o che si vive male, ma semplicemente che a me non piace più per molti aspetti, che è la mia modesta e personale opinione e che vale esattamente 2 pence.



Nella mia nuova casa c'è giusto lo spazio per qualche piatto e pentola, spero di non farmi prendere dalla mania di comprarne più di quelli che mi è concesso, quindi per ora credo che la finta porcellana bianca Argos 12 pezzi 5 sterline, la farà da padrona.
Come in ogni nuova casa che si rispetti, credo che il forno sia la cosa più difficile da azzeccare. Il mio nuovo è elettrico e non ventilato. Complice un lievito tutto italiano ho sfornato queste due teglie di pizza che volendo basterebbero per tutto il condominio, composto in totale da 4 persone. La ricetta è quasi inutile: basta un po' di farina bianca, un po' di semolino (perché quella di grano duro non l'ho ancora trovata), 2 cucchiaini di zucchero, 2 di sale, una bustina del vostro lievito preferito, un po' di pelati tagliati a pezzettini, olio, origano, tonno o acciughe per guarnire. Questo è quello che avevo in casa, questo è quello che ho usato. Direi che il forno funziona alla grande. Ben ritrovati a tutti!

Sognando: sognare una casa piccola indica nuove iniziative; sognare una casa nuova indica inviti piacevoli.

Non avere nella tua casa nulla che tu non sappia utile o che non creda bello. (William Morris)



English please: Tomatoes and Tuna Pizza



Ingredients
  • 250gr white flour
  • 250gr semolina flour
  • 1 Tbsp yeast
  • 2 tsp sugar
  • 2 tsp salt
  • 1 can chopped tomatoes
  • oregano
  • olive oil
  • 1 can tuna or a few fillets of anchovies
Prepare the dough by mixing the flour, yeast, sugar and salt all together. Slowly add water and star mixing with your hands. Work it for at least 10 minutes until you get a soft dough. Put it in a big bowl, cover with a damp cloth and put in the oven for 2 hours, previously warmed at 50 C. When the dough has doubles its size, remove it from the oven, lay on the oven tin and garnish with the tomatoes, oregano, drizzle of olive oil, bit of salt and finish off with tuna or anchovies. Bake at 250 C for 20 minutes or less, it depends on your oven.

13 March 2008



Prima la zia, poi a mamma e ora pure la nonna! Va beh, non mia nonna, ma LA nonna, non so di chi, si è inventata questa torta spettacolare che però ha nuovamente preparato la mia mamma, che quando è nei paraggi ha il monopolio della mia cucina e io mi godo lo spettacolo e il backstage. Così ad occhio io non gli avrei dato molto credito, alla ricetta, invece mi sono dovuta ricredere perché è una della torte più buone che si possano preparare e mangiare. In realtà è talmente semplice che sembra impossibile, ma gli ingredienti freschi, semplici e genuini la rendono unica.



Con questo giro di ricette famigliari, chiudo il mio periodo italiano, 11 mesi e 2 settimane, per inciso. E' trascorso un anno da quel fatidico post in cui con le lacrime agli occhi lasciavo l'Inghilterra, eppure sembra ieri. E' stato bello, finché è durato, che poi è un po' la metafora della vita: godere di quel che si ha, quando lo si ha, finché lo si ha. Ho goduto del cibo, degli ingredienti nostrani a portata di mano, del pesce fresco, del sole, del mare e di questa splendida regione che è l'Abruzzo che mi ha ospitata fino ad oggi.
Ho invece sofferto per la maleducazione, il menefreghismo, l'incompetenza e la prepotenza di certa gente, nonché di tutti quei luoghi comuni tipici italiani che invece tanto leggende non sono (tipo che per far funzionare od ottenere qualcosa devi essere l'amico di un amico in alto, altrimenti non sei nessuno e nessuno ti considera).
Vi presenterò la mia nuova mini-casa quando sarò sbarcata dall'altra parte. Lì per fortuna non mi aspettano pacchetti da spacchettare, ma solo 4 valige da aprire, qualche bicchiere e qualche piatto, un paio di pentole e qualche attrezzo indispensabile per la cucina (tra cui il mio ormai fedelissimo frullatore ad immersione!). "Travel light, don't think twice..."
Ci rivediamo su questi schermi as soon as possible! E per chi non lo avesse ancora capito: per i prossimi sei mesi sarò a Londra! See you then!

Ingredienti per la pasta
  • 300gr di farina
  • 125gr di burro
  • 120gr di zucchero
  • 2 tuorli
  • 1 uovo intero
  • mezza bustina di lievito
  • la scorza di 1 limone grattugiato
  • 2 cucchiai di pinoli
  • zucchero a velo per decorare
Ingredienti per la crema
  • 500ml di latte
  • 2 uova
  • 150gr di zucchero
  • 2 cucchiai di farina
  • vanillina in polvere
  • la scorza grattugiata di 1 limone
Preparate la base della pasta mescolando tutti gli ingredienti come preparereste la base di una crostata e mettetela in frigo per circa mezz'ora. Nel frattempo preparate la crema. Versate il latte in un pentolino, aggiungete la scorza di limone e portare ad ebollizione. Nel frattempo sbattete i tuorli con lo zucchero, aggiungendo poco per volta la farina e la vanillina. Versate quindi il latte bollente attraverso un colino, un po' per volta e sempre mescolando. Riportate questo composto sul fuoco e portate ad ebollizione fino a che la crema non si sarà rappresa, mescolando sempre perché questo avverrà molto velocemente. Stendete due terzi della pasta in una teglia rotonda ricoperta con carta da forno. Versate la crema pasticcera livellando con una spatola e ricoprite con il restante impasto. Sparpagliate con i pinoli ed infornate a 180 C per 30 minuti. Fate raffreddare bene e spolverate con zucchero a velo prima di servire. Conservate in frigo per circa 3 giorni.

Sognando: sognare di vedere la propria madre indica buoni auspici; sognare di parlarle indica sicurezza e protezione; sognare di vederla piangere indica preoccupazioni.

Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque e partire alla conquista del mondo. (Isabelle Eberhardt)

Archiviando: clicca qui per scaricare questa ricetta in formato .pdf



English please: Nan's Cake



Ingredients for the dough
  • 300gr flour
  • 125gr butter
  • 120gr sugar
  • 2 egg yolks
  • 1 egg
  • 1 Tbsp baking powder
  • rinds of 1 lemon
  • 2 Tbsp pine nuts
  • icing sugar to decorate
Ingredients for the filling cream
  • 500ml milk
  • 2 eggs
  • 150gr sugar
  • 2 Tbsp flour
  • vanilla powder
  • rinds of 1 lemon
Prepare the base like you would prepare a shortcrust pastry then put it into the fridge to rest for about half an hour. In the mean time prepare the cream. Pour milk in a small saucepan, add lemon rinds and bring to a boil. Beat egg yolks with sugar, add flour and vanilla powder. Pour the boiling milk through a sieve into beated eggs. Mix well and put it back on a saucepan. Cook for a few minutes continuing stirring to prevent sticking until it get thicker. Remove from heat and let it cool completely. Roll out two third of the pastry into a round pan. Fill with the cream and cover with the remaining pastry. Finally sprinkle with peanuts and bake at 180 C for about 30 minutes. Let it cool completely before decorating with icing sugar and serve. Store in the fridge up to 3 days.

11 March 2008



Ci sono cose che come le fa la mamma non le fa nessuno. Una di queste è proprio la pasta al forno, uno di quei piatti che io ho preparato raramente, proprio perché ineguagliabile al suo. Il sapore della passata fatta in casa, il basilico, le mini polpette, la scamorza al posto della mozzarella (che fa meno acqua e come fila appena sfornata!), il prosciutto cotto saporito o la mortadella da leccarsi i baffi. Entrando nella mia ultima settimana italiana, non potevo non farmi mancare il sapore di un piatto che a casa mia per tradizione è sempre stato domenicale: il piatto della festa, anche quando festa non è. Le dosi sono sempre per un battaglione di tot persone, ma questa volta sono giustificate dal fatto che il giorno dopo la pasta al forno è sempre migliore del giorno prima e si mangia ancora più volentieri. Quindi che siate in due, tre o quattro, vi assicuro che non avanzerà. Provare per credere.

Non so se jazz e pasta al forno hanno un nesso, ma sicuro è che entrambe possono essere leggeri e pesanti a seconda di chi li prepara.
E' uscito la scorsa settimana "Lights in the dark" dei Jazzhat Trio (Antonio Fresa, Giacomo Pedicini, Nicola de Luca) prodotto da Microcosmodischi. L'album contiene 5 brani inediti e 6 (da Cole Porter a Larry Morey) riarrangiati in maniera splendida. Sono molto lieta di esserne partecipe con la foto di copertina, "Tutta la luce che ho" che ne fa da cornice. Ascoltate un estratto di queste 11 perle qui e giudicate voi.

Ingredienti per 4/6 persone
  • 300gr di carne macinata di manzo
  • 1 uovo
  • 3 cucchiai di formaggio
  • 3 cucchiai di pane grattato
  • prezzemolo
  • pepe e sale q.b.
  • 1 cipolla piccola
  • 1.5lt di passata di pomodoro
  • 100gr di prosciutto cotto (o mortadella)
  • 1 scamorza
  • 500gr di pasta tipo rigatoni, ziti, mezzi ziti
Preparate le polpettine impastando la carne con l'uovo, il formaggio, il pane grattato, il prezzemolo, pepe e sale quanto basta. Formatene di piccole e soffriggetele appena in una padella dove avrete fatto rosolare un po' di olio e cipolla. Le polpette non devono friggere, ma appena soffritte. Versate quindi la passata di pomodoro e fate cuocere il sugo per circa mezz'ora. Cuocete la pasta in acqua salata e scolatela molto al dente. Conditela tutta insieme al sugo, il prosciutto cotto e la scamorza tagliata a fettine. Infine versate l'ultimo strato di sugo ed una manciata di formaggio grattugiato. Infornate a 150 C per 30/45 minuti fino a quando la parte superiore non si sarà rosolata e il sugo rappreso.

Sognando: sognare un forno acceso indica serena agiatezza; sognare un forno chiuso indica qualche aspro litigio; sognare di aprire un forno indica attività intensa.

La statistica è quella scienza che dice che se hai la testa nel congelatore e i piedi nel forno, mediamente stai bene. (Charles Bukowski)

Archiviando: clicca qui per scaricare questa ricetta in formato .pdf



English please: Pasta al forno



Ingredients for 4/6
  • 300gr mince meat
  • 1 egg
  • 3 Tbsp grated cheese
  • 3 Tbsp fine bread crumbs
  • parsley
  • pepper and salt
  • 1 small onion
  • 1.5lt tomato sauce
  • 100gr prosciutto cotto (or mortadella)
  • 1 scamorza
  • 500gr pasta (rigatoni, ziti, mezzi ziti)
Prepare the mini meat balls by mixing meat, egg, grated cheese, bread crumb, parsley, pepper and salt. Shape small meat balls and lightly fry them into a pan with a bit of olive oil and a chopped onion. Meat balls have to be fry very lightly, not deeply. Pour the tomato sauce and cook for about 30 minutes. Meantime cook the pasta in salty water and drain it at al dente. Mix all together with the sauce, prosciutto cotto and sliced scamorza. Arrange it into a oven tin and cover with the remainin sauce and grated cheese. Bake at 150 C for about 30/45 minuti or until golden on top.

6 March 2008



Mentre io non ci pensavo quasi più a preparare dolci questa settimana, mia madre, che è venuta a farmi visita per aiutarmi ad impacchettare, ha voluto assolutamente prepararne uno, la cui ricetta le è stata data da una delle sue tante cugine, mi pare sarda. Nonostante i pochi attrezzi da cucina rimasti fuori dai pacchetti (mia madre mi ha smontato persino il letto, sono costretta a dormire su una brandina e manca 1 settimana alla partenza!!) siamo riusciti a recuperare tutto quello che serviva, tranne i piatti fashion che sono già sepolti chissà dove. Ahhhhh!

- Come si chiama questo dolce?
- Mousse al cioccolato - dice mio padre.
- Ma che mousse, papà! La mousse è un'altra roba, non si cuoce in forno!
- Soufflé di cioccolato allora!
- Ma perché, si gonfia?
- Budino! - dice mia madre.
- Budino o creme caramel?
- Beh scrivi quello che vuoi, tanto è uguale.

Mica tanto uguale, poi tutti mi chiederanno che accidenti è questa roba e sicuramente avrà un nome specifico ed io farò la figura dell'ignorante. Allora mi sono messa a cercare in rete: "budino al cioccolato e amaretti" ed è venuto fuori che in realtà è un dolce tipico piemontese (incredibile io non l'ho mai incrociato né assaggiato in 7 anni di vita torinese ne, ma dove vivevo, nelle caverne?!) e che si chiama Bunèt.



Che sia o meno questa la ricetta fedele all'originale non mi è dato saperlo, ho visto che ci sono più versioni in giro, ma quello che so per certo è che le dosi di mia madre sono per un battaglione di 12+ persone e noi siamo solo in 3, ma tanto... "E' così buono che te ne mangi almeno due coppette a testa", ha detto lei. E in effetti ci siamo spazzolati una coppetta a testa più un bis. Dodici sono le formine che abbiamo usato, più uno stampo da plum cake, che è anche molto bello da vedersi e da decorare. Mia mamma è stata contenta di poter finalmente contribuire con un dolce e di vederne la foto in copertina, anche perché di solito a lei vengono meglio i salati mentre la zia Cenzina, sua sorella, ha sempre avuto il primato per i dolci. Ma questa volta, è stato un vero successo, da leccarsi i baffi!
Ingredienti per 12 formine + 1 stampo per plum cake
  • 1 litro di latte intero tipiedo
  • 200gr di amaretti + qualcuno per decorare
  • 75gr di cacao amaro in polvere
  • 5 uova intere
  • 4 cucchiai di caffè
  • 2 cucchiai di liquore marsala, rum o maraschino
  • 250gr di zucchero per il caramello
Mettete le uova in una terrina capiente e sbattetele leggermente con una frusta, senza montarle. Aggiungete il cacao, il caffè, il liquore ed il latte che avrete intiepidito. Tritate gli amaretti grossolanamente, con le mani ed aggiungeteli a questo composto, mescolate e mettete da parte. Preparate il caramello facendo sciogliere lo zucchero in un pentolino fino a che non si sarà sciolto completamente ed avrete ottenuto un liquido dorato. Versate un po' di caramello in ogni stampo che userete, lasciate raffreddare qualche minuto poi riempite gli stampini. Infornate a bagno maria a 170 C per circa 45 minuti. Rimuovete dal forno, fate raffreddare completamente per un ora poi mettete a riposare in frigo per una notte intera. Rovesciate nel piatto di portata, aiutandovi con un coltello con il quale farete uscire un po' di aria dai bordi. Decorate con dei piccoli amaretti.

Sognando: sognare di vedere la propria madre indica buoni auspici; sognare di parlarle indica sicurezza e protezione; sognare di vederla piangere indica preoccupazioni.

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English please: Chocolate and amaretti pudding



Ingredients for 12 ramekins + 1 plum cake pan
  • 1lt warm milk
  • 200gr ground amaretti biscuits + some to decorate
  • 75gr cocoa powder (sugar free)
  • 5 eggs
  • 4 Tbsp coffee
  • 2 Tbsp liqueur marsala, rum or maraschino
  • 250gr sugar for the caramel
Gently whisk eggs, then add cocoa powder, coffee, liqueur and warm milk. Chop the biscuits with your hands and add them to the mixture. Prepare the caramel by
heating the sugar into a pan and keep mixing with a spoon. Cook until golden then put 1 Tbsp onto each ramekins or any other pan you are using and set aside. Do this very quickly as the caramel tends to solidify fast. Fill each with the mixture prepared ahead and bake at 170 C for about 45 minutes. Remove from the oven and let it cool completely for about 1 hour, then store overnight in the fridge. To serve, run a knife around the edges of the ramekins and turn upside down quickly on the serving plate. Decorate with amaretti biscuits and serve.

3 March 2008



Lo so cosa state pensando: "Dopo la sagra del cocco, inizia quella dei riso soffiato". E in un certo senso è anche vero, soprattutto se poi mi ostino a realizzare ricette in cui il riso soffiato non è l'ingrediente principale. Nel caso specifico ne è servito giusto qualche cucchiaio, non sufficiente per fare fuori tutto quello che mi è ancora rimasto: mezza busta ancora!



L'idea primordiale era quella di realizzare normali barrette di riso soffiato, ma il cioccolato che avevo non era abbastanza per ricoprire strato sottostante e soprastante e l'idea in sé non era un granché originale, così ho pensato a qualcosa di più piccolo e anche di più grazioso. Mi è capitato sottomano lo stampo per muffin mini e non ho potuto, né voluto resistere alla tentazione. Tenete a mente questa ricetta dopo le festività pasquali in cui il cioccolato impazza, con quello che avanza si possono realizzare dolcetti di questo tipo, che poi riposti in freezer non necessitano di essere consumati nell'immediato. Semplici da realizzare e davvero gustosi, ottimo il croccante del riso soffiato e l'accostamento delle nocciole con il cioccolato fondente vince sempre.

Ingredienti per 12 cioccolatini
  • 200gr di cioccolato fondente 70%
  • 40gr di burro
  • 12 nocciole per guarnire
  • 12 nocciole tritate
  • 12 cucchiaini rasi di riso soffiato
Sciogliete il cioccolato a bagnomaria amalgamandolo con il burro. Tenetene un paio di quadretti da parte per la decorazione finale. Imburrate leggermente lo stampo e riempite il fondo con un sottile strato di nocciole tritate. Versate un po' di cioccolato dentro ogni stampino, lasciate raffreddare qualche minuto poi distribuite un po' di riso soffiato in ognuno schiacciando un po' con un cucchiaino. Coprite con il restante cioccolato fuso, smuovete un po' lo stampo per fare uscire l'aria in eccesso e riponete in freezer per circa 1 ora. Quando i cioccolatini saranno ben freddi, capovolgete lo stampo e con un colpo secco estraeteli. Sciogliete il restante cioccolato ed aiutandovi con un cucchiaino bagnate la nocciola e posatela su ogni cioccolatino. Riponete in freezer estraendoli qualche minuto prima di servire.

Sognando: sognare di mangiare cioccolato indica prudenza con il denaro; sognare di offrire cioccolato indica gelosia in amore; sognare di comprare cioccolato indica complicazioni momentanee; sognare cioccolato al liquore indica soddisfazioni e gioie passeggere; sognare cioccolato fondente indica giudizi frettolosi.

Pagate alla gente noccioline e avrete scimmie a lavorare. (Bette Davis)

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English please: Rice bubble and hazelnuts chocolates



Ingredients for 12 chocolates
  • 200gr dark chocolate 70%
  • 40gr butter
  • 12 hazelnut to garnish
  • 12 ground hazelnut
  • 12 tsp rice bubbles
Melt the chocolate and butter at baine marie. Keep a couple of squares aside which you will use for the decoration. Lightly butter the mould you will use and fill each one with a thin layer of ground hazelnut. Put 1 tsp of melted chocolate in each one, let it set for a few minutes then fill with rice bubbles, pressing a little with a teaspoon. Cover each one with the remaining chocolate, give it a shake to remove the air in excess and put in the freezer for about 1 hour. When the chocolates are almost frozen, remove from the freezer and with a firm hit remove them from the mold. Melt the remaining chocolate and with the help of a teaspoon dip the hazelnut and decorate each chocolate. Put them back in the freezer and take out a few minutes before serving.
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