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16 February 2010


Avete presente quando viene la voglia? Beh, a me la voglia di caffè erano proprio aaaaannni che non mi veniva, tant'è che è già da molto tempo che ho eliminato il caffè nella mia dieta quotidiana. Fatta eccezione di qualche cappuccino al quale non si può proprio dire di no, due o tre volte l'anno. Sicché mi sono svegliata con la sacrosanta intenzione di preparare una torta al caffè con un ripieno al caffè. Niente di spettacolare, niente di eccezionale, solo per togliermi quella voglia che mi rimbalzava in mente da giorni e già che ci sono, per festeggiare il mio primo anno in questa nuova casetta, che forse un giorno vi presenterò! Ecco, sfizio levato, sfizio consumato.
Mentre voi gustate una fettina di questa torta, io vado a preparare la valigia, ormai si sa, sempre contenuta e minimalista, per andarmene a svernare per qualche giorno, in un posto nel quale erano veramente aaaaaanni che volevo andare. La stagione è quella giusta ed io ho bisogno di un po' di colore, tanto, qualche grado in più, di gente sorridente e spensierata, di tè alla menta e di cibo speziato ma non troppo, di suoni ed odori nuovi, di tramonti infuocati e magari un po' di sabbia. Dove vado? Beh, il video qui sotto vi darà un aiutino. Se avete qualche suggerimento già che ci siamo, in merito a luoghi da visitare o ristoranti dove mangiare, fate pure. Avrò tutto il tempo di leggervi prima della partenza. Poi qualcuno mi saprà spiegare perché Ryanair mette dei voli alle 6 del mattino!? Mammina cara che trauma!!! Ma’a salama! مع السلامة
Ingredienti per il pan di spagna
  • 250gr di farina
  • 200gr di zucchero
  • 4 uova
  • 1 pizzico di sale
  • 1 bustina di lievito
  • 2 tazzine di caffè
  • latte e marsala a piacere
Ingredienti per la crema al caffè
  • 50gr di farina
  • 4 tuorli
  • 100gr di zucchero
  • 2 tazzine di caffè
  • 1 bicchiere di latte
Per il pan di spagna, montate le uova con lo zucchero, poi incorporate il sale, la farina, ed il lievito. Imburrate una teglia rotonda a cerniera di 20/24cm, versate il composto ed infornate a 190 C per circa 30 minuti. Per la crema al caffè, montate le uova con lo zucchero, aggiungete sempre mescolando il latte, il caffè e la farina. Versate in un pentolino e sempre mescolando a fiamma bassa, cuocete fino a quando non avrete raggiunto la consistenza desiderata, ricordandovi che la crema quando si raffredda diventa di conseguenza più densa. Sfornate il pan di spagna, tagliatene due dischi, bagnate i dischi con un po' di latte e marsala o altro liquore a piacere, riempite con la crema precedentemente raffreddata e ricomponete i due strati. Decorate con zucchero a velo a piacere.


Sognando: sognare caffè tostato indica gratitudine dimostrata; sognare caffè macinato indica intuizione errata; sognare di bere caffè indica spirito conciliante; sognare di comprare caffè indica audacia; sognare di vendere caffè indica resistenza alle fatiche.

Parolando: La parola caffè deriva dall'arabo qahwa che significa letteralmente "vino bianco e leggero". Questo termine venne poi esteso anche a tale bevanda per il suo potere stimolante e inebriante, ma non alla pianta dalla quale si produce. Un'altra possibile origine della parola qahwa risale da kaffa nome di una regione dell'Etiopia nella quale la pianta del caffè cresce spontaneamente. Il caffè non ottenne un successo immediato in Italia tant'è che nel 1645, anno in cui apparvero le prime botteghe nel quale veniva servito, il medico e letterato Francesco Redi così scriveva: "Beverei prima il veleno che un bicchiere che fosse pieno dell'amaro e reo caffè". De gustibus...


Archiviando: clicca qui per scaricare questa ricetta in formato .pdf

English please
Coffee cake with coffee cream



Ingredients for the sponge cake
  • 250gr flour
  • 200gr sugar
  • 4 eggs
  • 1 pinch salt
  • 1 baking powder sachet (or 1 Tbsp)
  • 2 cups of coffee
  • milk and liqueur to brush the sponge
Ingredients for the coffee cream filling
  • 50gr flour
  • 4 egg yolks
  • 100gr sugar
  • 2 cups of coffee
  • 1 glass of milk
For the coffee sponge, whisk eggs and sugar, then add salt, flour and baking powder. Lightly butter a 20/24cm round springform tin pan, pour the mixture and bake at 190 C for about 30 minutes. Prepare the coffee cream. Whisk eggs and sugar, add coffee, milk and flour. Pour in a small sauce pan and keep whisking until it reaches a thick consistency, bearing in mind that when it cools, the cream thickens even more so be careful not to overcook it. Remove the sponge cake from the oven, slice it in 2 or 3, brush the layers with a mixture of milk and some liqueur, fill with the coffee cream previously cooled down completely and put the layers back together. Decorate with icing sugar.

8 February 2010


Chiamateli panini dolci o krapfen al forno, oppure bomboloni o buns. Sono fantastici appena sfornati, il giorno dopo meglio se riscaldati, ottimi per colazione o a merenda, ripieni di marmellata o di cioccolato o ancora di frutta secca o fresca. Semplicissimi da realizzare ed anche molto divertente guardare queste palline gonfiarsi fino ad incorporare tutto il ripieno. Il mio ripieno é composto di marmellata di arance fatta dalla mia mamma.

Ingredienti per circa 18 buns
  • 500gr di farina
  • 200ml di latte
  • 100gr di zucchero
  • 50gr di burro
  • 1 uovo
  • 1 pizzico di sale
  • 1 bustina di lievito secco
  • marmellata a piacere per il ripieno
  • zucchero a velo a piacere
Sbattete l'uovo con lo zucchero. Riscaldate il latte e scioglietevi dentro il burro. Setacciate la farina in una terrina capiente, aggiungete il lievito, il sale e mescolate. Versate l'uovo nella farina e mescolate con una forchetta, poi iniziate a versare il latte ed incorporate tutta la farina. Versate tutto su una spianatoia e lavorate per qualche minuto fino ad ottenere una pasta omogenea e senza grumi. Mettete la pasta in una terrina, coprite con un panno inumidito e fate lievitare in un posto caldo per 2 ore. Riprendete la pasta, dividetela in 18 pezzi, formate delle palline con le mani, appiattitele, versate la marmellata nel centro, richiudete i bordi ben bene e riappiattite la base facendola circolare sulla spianatoia. Disponeteli su una teglia da forno, fate lievitare per 30 minuti, spennellate con un po' di latte ed infornate a 190 C per circa 20 minuti. Spolverate con zucchero a velo a piacere.

Sognando: sognare di riempire una bottiglia indica carattere tranquillo; sognare di riempire un bicchiere indica saggia previdenza; sognare di riempire un sacco indica calcolo; sognare di riempire la bocca indica insicurezza.

Parolando: Il termine marmellata, deriva dalla parola latina melimelon che nasce dall'unione di meli (miele) e melon (mela). C'è chi sostiene che con tale nome fosse chiamata una particolare varietà di mela, dolce appunto come il miele. Queste mele erano cotte, zuccherate e pestate fino ad ottenere un composto di consistenza gelatinosa. Per estensione, ad ogni composto simile, qualsiasi sia la frutta utilizzata, venne poi dato il nome di marmellata. Oggi, stranamente visto quanto scritto sopra, la definizione di marmellata è utilizzata solo per quella fatta con agrumi, mentre alle altre viene dato il nome di confettura.
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English please
Jam filled buns




Ingredients for about 18 buns
  • 500gr white flour
  • 200ml milk
  • 100gr sugar
  • 50gr butter
  • 1 egg
  • 1 pinch of salt
  • 1 sachet of dry yeast
  • jam for the filling
  • icing sugar to decorate
Wisk the egg with the sugar until pale. Heat the milk without bringing it to a boil, melt the butter in it. Sift the flour in a bowl, add the yeast and salt and mix well. Pour the egg mixture, mix with a fork. Then start pouring the milk and butter mixing with a fork until all milk is incorporated. Pour everything on a working plane and knead the dough until smooth. Put it back into a bowl, cover with a dump cloth and let it rise for 2 hours. Divide the dough into 18 pieces, form a small ball, flatten with your hands, fill with your favourite jam and close the ball by pinching well each side. Roll back until the ball is formed again. Put the balls into a oven tray, let them rise for 30 minutes. Brush with some milk and bake at 190 C for about 20 minutes. Dust with icing sugar.

1 February 2010


Mia mamma non solo mi da spunti per nuove ricette in questi giorni, ma mi manda persino gli ingredienti per realizzarle. Ma perché, il baccalà, in Inghilterra non si trova? Essì che si trova ma "quello che vendono qui é più buono!", senza sapere che alla fine quello che vendono lì viene comunque dal polo nord. Fatto sta che lei dice di provare ed io, appena trovo due minuti di tempo e sono ispirata, ci provo.
Il risotto di per sé é semplice e delicato, l'aggiunta del baccalà a metà cottura insaporisce il riso che si completa con il tocco finale dello zafferano. Se volete fare un soffritto più ricco con carota e sedano, fate pure. Per dargli un quel non so che in più, anche dal punto di vista estetico, ho fritto dei pezzetti di baccalà, impanati semplicemente con farina e serviti insieme al risotto. Et voilà. Ottimo. Provate per credere.

A Visual History of CookeryA proposito di estetica e di immagine, vi propongo un libro che illustra la storia culinaria di Inghilterra, Francia, Spagna, Italia e Stati Uniti, dalle origini di ogni Paese fino ad arrivare ai giorni nostri: A Visual History of Cookery. Dalle immagini storiche ai quadri, dalle fotografie contemporanee ai manifesti pubblicitari del tempo, 352 pagine di immagini che fanno viaggiare da un posto all'altro, regalando piccole curiosità e aneddoti. Nonostante questo non sia un libro di ricette, se ne trovano una qua e una là, si parla inoltre di chef famosi come Jamie Oliver o Gordon Ramsey piuttosto che di Giorgio Locatelli o di Gualtiero Marchesi, e di come questi si siano ispirati alla cucina di un tempo, riadattando certi piatti al passo con i nostri giorni. Un libro da tenere sul comodino o in salotto, da mangiare con gli occhi, ottimo spunto per conversazioni culinarie sull'origine storica di ricette e curiosità. Dal Tiramisù, alla Tarte Tatin, dalle Crepes agli Hot Dog, c'é né per tutti. Per chi volesse acquistarlo, il libro é in offerta speciale con il 40% di sconto. Per ottenerlo, scrivete a Jessica all'indirizzo email jess(at)blackdogonline.com ed inserite nel soggetto "Fiordizucca Offer". 352 pagine, 512 illustrazioni a colori e in bianco e nero, ISBN: 978 1 906155 50 6, UK: £29.95

Ingredienti per due
  • riso per risotti
  • un pezzo di baccalà dissalato
  • 1 cipolla piccola
  • burro
  • vino bianco secco
  • un pizzico di zafferano a piacere
  • baccalà da friggere, facoltativo
Mettete il baccalà a bagno per il tempo necessario affinché perda tutto il sale. Scolatelo e sciacquatelo nuovamente. Fate bollire un po' di acqua in un pentolino e sobbollite il baccalà per 3 minuti. Togliete il baccalà dal pentolino, rimuovete la pelle dal baccalà, conservate l'acqua di cottura. Sciogliete una noce di burro in una padella, soffriggete una piccola cipolla tagliata a pezzetti. Versate il riso e fatelo tostare per qualche istante. Sfumate con un po' di vino bianco secco e versate un po' di acqua di cottura del baccalà fino a metà della cottura del riso. Aggiungete il baccalà spezzettato ed ultimate la cottura utilizzando sempre l'acqua del baccalà. Mantecate con una noce di burro aggiungendo qualche filo di zafferano a piacere. A parte impanate dei pezzi piccoli di baccalà con un po' di farina e friggeteli per 2 minuti per lato in abbondante olio di semi.

Sognando: sognare baccalà cotto indica pensieri ingiusti; sognare baccalà secco indica trionfo sulle opposizioni; sognare baccalà fritto indica necessità di agire.
Parolando: Il termine baccalà deriva dal fiammingo KABEL-JAB (bastone di pesce). A differenza dello stoccafisso che si ottiene facendo seccare il merluzzo all’aria fredda delle regioni nordiche, il baccalà si ottiene salando il merluzzo e poi facendolo seccare. Questa differenza di conservazione del merluzzo si deve al popolo basco. Grandi cacciatori di balene, inseguendole verso i mari del nord, i baschi vennero in contatto con i vichinghi, primi tra i popoli nordici a seccare il merluzzo per utilizzarlo come cibo durante i loro lunghissimi viaggi esplorativi. I baschi, non vivendo a latitudini così estreme come i vichinghi dovettero aggiungere il sale per consentire la conservazione e l'essiccazione del merluzzo. Piccola curiosità: i baschi utilizzavano un baccalà anche come barometro. Dopo averlo messo sotto sale, lo appendevano a bordo con delle corde. Quando il baccalà cominciava a gocciolare, voleva dire che era in arrivo una tempesta: la maggiore umidità dell’aria faceva, infatti, sciogliere il sale.

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English please
Salt cod risotto with saffron


Ingredients for 2
  • rice for risotto
  • 1 piece of soaked salt cod
  • 1 pinch of saffron threads
  • 1 small onion
  • butter
  • half glass of dry white wine
  • soaked salt cod to deep fry, if you like
Soak the salt cod in cold water for 3 days until it loses most of its salt. Drain it and wash it again. Bring some water to a boil in a small pan and boil the salt cod for 3 minutes. Remove it from the water, discard the skin and save the water to cook the rice. Melt a knob or two of butter in a pan, add the chopped onion and fry gently. Add the rice and toast it for a few seconds. Pour the wine and let it evaporate then start adding the water previously saved and keep stirring. After about 10 minutes add the chopped salt cod and keep cooking. When the rice is cooked through, remove the pan from the heat, melt a knob or two of butter inside and some saffron threads. If you like, serve it with some deep fried salt cod, simply battered in flour. Deep fry for 2 minutes each side and serve it along with the rice.
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