9 May 2006

Avevo detto giallo? Metto il giallo in standby per un attimo, per accostarmi al verde, che tutto sommato non dista tanto dal giallo.
Questo piatto é di qualche giorno fa ormai, me l'ero scordato! La ricetta non é particolare in sé, un semplice risotto agli asparagi in fondo lo sappiamo fare tutti. Quel che é particolare sono proprio gli asparagi, raccolti dalle manine del mio babbo, in Puglia. Questi asparagi sono lunghi, sembrano dei rampicanti. Si tagliano o si spezzano, e si trovano sotto forma di pianta, vicino le pietre. Sono molto simili agli asparagi normali, ma leggermente piú amarognoli e sanno proprio di asparago, ma non sono tanto acquosi all'interno.
Vanno puliti staccando le cimette ed eliminando il resto che é molto duro. Mia madre li cucina solitamente in un paio di modi, per ultimo davvero il risotto che non rientra nella sua cultura culinaria. Ci fa frittate, oppure li condisce con olio, quasi mai con la pasta. Ovviamente si possono utilizzare come qualsiasi altro asparago.
Il risotto viene fuori normalmente con un soffritto di burro, cipolla, riso fatto tostare appena e con l'aggiunta delle punte di asparagi bagnate da vino bianco. Cotto il tempo che ci vuole con il brodo e mantecato alla fine con burro, parmigiano reggiano e cosparso di pepe a piacere. E chi c'é, c'é...
Vino: bianco: Sauvignon del NordEst Italia.
Sognando: sognare un prato verde indica un invito gradito; sognare un tessuto verde indica progetti entusiasmanti; sognare un vestito verde indica trattative laboriose; sognare una pianta verde indica riconoscimenti meritati; sognare una tenda verde indica un progetto segreto; sognare un tappeto verde indica rapporti sentimentali sereni; sognare di essere al verde indica fantasticherie inutili.
Naturalmente: Dell'asparago ne esistono varie specie, dal più comune Asparagus officinalis all'Asparagus acutifolius conosciuto come asparago selvatico o asparagina. Queste varie specie sono comunque accomunate dalle stesse virtù terapeutiche. L'asparago infatti è ricco di vitamine A, C, gruppo B, sali minerali, asparagina ed ha proprietà diuretiche, depurative, lassative e remineralizzanti, fluidifica il sangue e svolge un'azione drenante a livello renale. Essendo la sua azione abbastanza forte, l'uso eccessivo è controindicato a chi ha patologie ai reni o soffre di gotta.
Questo piatto é di qualche giorno fa ormai, me l'ero scordato! La ricetta non é particolare in sé, un semplice risotto agli asparagi in fondo lo sappiamo fare tutti. Quel che é particolare sono proprio gli asparagi, raccolti dalle manine del mio babbo, in Puglia. Questi asparagi sono lunghi, sembrano dei rampicanti. Si tagliano o si spezzano, e si trovano sotto forma di pianta, vicino le pietre. Sono molto simili agli asparagi normali, ma leggermente piú amarognoli e sanno proprio di asparago, ma non sono tanto acquosi all'interno.
Vanno puliti staccando le cimette ed eliminando il resto che é molto duro. Mia madre li cucina solitamente in un paio di modi, per ultimo davvero il risotto che non rientra nella sua cultura culinaria. Ci fa frittate, oppure li condisce con olio, quasi mai con la pasta. Ovviamente si possono utilizzare come qualsiasi altro asparago.Il risotto viene fuori normalmente con un soffritto di burro, cipolla, riso fatto tostare appena e con l'aggiunta delle punte di asparagi bagnate da vino bianco. Cotto il tempo che ci vuole con il brodo e mantecato alla fine con burro, parmigiano reggiano e cosparso di pepe a piacere. E chi c'é, c'é...
Vino: bianco: Sauvignon del NordEst Italia.La tisana di radice di asparago, con le stesse proprietà dell'ortaggio e reperibile presso le erboristerie, è un valido aiuto in caso di diete dimagranti per la sua ottima azione, drenante e depurativa.
8 May 2006

Questo dev'essere il periodo dello zafferano nonché il mio periodo giallo! Intanto ringrazio la comare Cannella per avermi inviato prontamente dello zafferano spagnolo, proprio perché non si sa mai non riuscissi a fare piú i Lassi allo zafferano. Grazie mille! É stato un pensiero gentile e delizioso. Ora visto che il mio se n'é andato in questa gustosa torta, mi toccherá mettere mano al tuo e dirti com'é. Credo che il risultato non tarderá ad arrivare.
Questa torta risulta leggera, non solo altamente digeribile, ma sofficissima, grazie alla farina senza glutine che, da quando Gaia mi ha fatto notare che lí fuori c'é anche un mondo di celiaci, ho iniziato ad usare anch'io da un po' di tempo a questa parte. Per alcune cose é davvero l'ideale. Provare per credere!
Questa torta risulta leggera, non solo altamente digeribile, ma sofficissima, grazie alla farina senza glutine che, da quando Gaia mi ha fatto notare che lí fuori c'é anche un mondo di celiaci, ho iniziato ad usare anch'io da un po' di tempo a questa parte. Per alcune cose é davvero l'ideale. Provare per credere!
Ingredienti: 250gr di farina senza glutine, 200gr di zucchero, 2 uova, la scorza grattuggiata di 1 limone, 75gr di mandorle pelate, 1 bustina di lievito, 1 bustina di zafferano, 50gr di burro, 2 cucchiai di latte, 1 pizzico di sale, zucchero a velo per guarnire
Battete lo zucchero con il burro ammorbidito e le uova intere. Mescolate bene aggiungendo la farina setacciata e il sale. Scaldate un paio di cucchiai di latte e scioglietevi lo zafferano. Aggiungetelo al composto insieme alla scorza grattuggiata del limone e al lievito. Mixate bene gli ingredienti fino a che non saranno bene amalgamati. Per ultimo amalgamate le mandorle pelate e sbriciolate grossolanamente. Versate il composto in uno stampo imburrato ed infarinato di circa 20 cm. Cuocete in forno giá caldo a 220 C per circa 20 minuti o fino a quando la superficie non si sará dorata. Fate raffreddare bene nel forno spento e con lo sportellino aperto. Spolverizzate con zucchero a velo prima di servire.
Vino: Sauternes o analogo vino francese bianco dolce da uve botritizzate come il Monbazillac.
Sognando: sognare mandorle dolci indica tentazioni pericolose; sognare mandorle amare pesanti costrizioni; sognare mandorle tostate indica acuto spirito di osservazione; sognare di mangiare mandorle indica desideri inappagati; sognare di vedere mangiare mandorle indica speranze che si realizzano.
Naturalmente: Lo zafferano che tutti noi usiamo come spezia in cucina non è che il pistillo essiccato del fiore Crocus Sativus. Da molti questa spezia viene definita come "elisir di lunga vita" per le sue numerose proprietà, tra le quali contrastare l'invecchiamento, stimolare il metabolismo, abbassare la pressione sanguigna e ridurre colesterolo e trigliceridi. Grazie alle vitamine B1 e B2 aiuta la metabolizzazione dei grassi e favorisce la digestione. Dato l'elevato contenuto di carotenoidi (crocetina, crocina, picrocrocina) è un ottimo antiossidante naturale (i carotenoidi neutralizzano i radicali liberi e quindi innalzano le difese immunitarie). Lo zafferano è molto usato sia nella medicina cinese come disintossicante e depurativo ed anche dalla medicina indiana che lo aggiunge spesso nei piatti per favorire la digestione e prevenire infezioni intestinali.
Vino: Sauternes o analogo vino francese bianco dolce da uve botritizzate come il Monbazillac.Se volete dare dei bei riflessi biondo-dorati ai vostri capelli potete lasciare macerare per 10 minuti, in mezzo litro d'acqua bolente un pizzico di pistilli (o anche una bustina va più che bene) di zafferano e poi usare quest'acqua come ultimo risciacquo dopo lo shampoo.
5 May 2006

Mia madre fa dei cipollotti verdi selvatici al forno che sono una bontà. In dialetto si chiamano "spunzal",in italiano somigliano molto ai porri, ma sono diversi. In mancanza di spunzal, ho utilizzato i comunissimi porri. Il sapore é di gran lunga diverso, ma se vi piacciono i porri, sicuramente apprezzerete l'idea. Per l'occasione ho usato l'ottimo Aceto Balsamico Tradizionale di Modena di Omar.
IngredientiLavate i porri e tagliate la parte finale più dura e verde, eliminando uno strato superficiale che solitamente è quello più sporco. Tagliateli a pezzetti più o meno lunghi e disponeteli in una teglia da forno. Irrorate con abbondante olio d'oliva e cuocete in forno a 220 C per 45 minuti o fino a quando non saranno ben cotti all'interno. Aiutatevi con una forchetta per verificare la cottura. Fateli raffreddare bene poi conditeli con un po' di aceto di vino e sale. Sono più buoni se lasciati a macerare tutta la notte. Prima di servire irrorateli con qualche goccia di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.
- porri
- olio
- sale
- aceto di vino
- Aceto Balsamico Tradizionale di Modena
Vino : rosso frizzante come il Lambrusco o anche Bonarda dell’Oltrepò Pavese.
4 May 2006
Al contadino non far sapere non solo quanto é buono il formaggio con le pere, ma anche quanto sono deliziose con il cioccolato, specialmente se fondente. Questa ricettina mi è stata passata da Acilia che sono sicura mi dirà anche quale é il tè migliore da abbinare. Le pere che ho utilizzato per questa ricetta sono biologiche, io quindi non le ho sbucciate, perché la parte più nutriente sta proprio lì. Sbucciatele ovviamente se non sono biologiche o se sono ammaccate. La vista della foto é quella di casa, che riflette la giornata odierna dove si stanno per sfiorare 20 gradi. Un miracolo!
Ingredienti
- 5 pere decane
- 800ml di acqua
- 250gr di zucchero di canna
- 120gr di zucchero
- 175gr di cioccolato fondente
- 75gr di farina
- 4 uova
- 1 bustina di lievito vanigliato
- 100gr di burro
- 1 pizzico di sale
Portate ad ebollizione l'acqua e lo zucchero e lasciate le pere in ammollo per circa 15 minuti, poi sgocciolatele e mettetele da parte. Sbattete il burro ammorbidito con lo zucchero, fino a quando diventa bianco e cremoso. Aggiungete il cioccolato fuso a bagnomaria e mescolate bene. Aggiungete uno alla volta le uova e poi la farina con il lievito. Infine amalgamate una pera tagliata a dadini. Imburrate e infarinate uno stampo di 20 cm di diametro a bordi alti. Disponete le pere in piedi, e versate l'impasto tutto intorno. Mettete nel forno preriscaldato a 180 C per 50/60 minuti. Dopo circa 40 minuti coprite la torta con un foglio di alluminio per evitare che si bruci. Fate raffreddare nel forno stesso con lo sportellino aperto. Spolverizzate con zucchero a velo prima di servire.

Vino : dolci liquorosi: Liqueur Muscat (Australia), Porto LBV.2 May 2006
Lassi, è il nome di una bevanda tradizionale asiatica, originaria dell'India. É fatta semplicemente mescolando yogurt, acqua, sale e spezie tra le quali anche il cumino. Si beve quando fa molto caldo, come dissetante, con il ghiaccio, oppure per placare il sapore piccante di certi curry. Le variazioni moderne prevedono l'utilizzo di zucchero e da qui che nascono i Lassi dolci come questo allo zafferano con l'aggiunta di cardamomo, ma si possono usare anche altri tipi di frutta come mango, limone e fragola. Ovviamente qui il pericolo di afa è quasi nullo, ma noi lo abbiamo bevuto ugualmente nel corso di quelle dieci ore di sole appena trascorse.
IngredientiMettete lo zafferano in una piccola ciotola e versate il cucchiaio di acqua bollente, lasciandolo in ammollo per 5 minuti. Mescolate lo yogurt, l'acqua, lo zucchero e il cardamomo. Versate lo zafferano con la sua stessa acqua e servite. Aggiungete cubetti di ghiaccio a piacere.
- 550gr di yogurt naturale
- 250ml di acqua fredda
- 2 cucchiai di zucchero
- 1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere
- 1 pizzico di zafferano
- 1 cucchiaio di acqua bollente

29 April 2006

Mai come in questo caso la foto non rende né l'odore, né l'idea, né ovviamente il sapore, ma questi lampascioni sono una vera prelibatezza! Un'altra delle ricette tradizionali pugliesi, per assaporare il vero gusto dei lampascioni senza che si mescoli troppo ad altri sapori. Vengono chiamati in purgatorio perché vanno cotti a pentola coperta ed a lungo.

In passato ho proposto una ricetta ancora più semplice, i Lampascioni alla Minervinese, che ne prevede semplicemente la cottura in acqua bollente ed il condimento con un filo d'olio e un po' d'aceto. In un modo o nell'altro, vanno mangiati con moderazione. Diciamo che una decina di lampascioni per persona sono sufficienti ad evitare imbarazzanti disturbi intestinali. Chi vuole capire capisca... Buon ponte e buon Primo Maggio a tutti!

In passato ho proposto una ricetta ancora più semplice, i Lampascioni alla Minervinese, che ne prevede semplicemente la cottura in acqua bollente ed il condimento con un filo d'olio e un po' d'aceto. In un modo o nell'altro, vanno mangiati con moderazione. Diciamo che una decina di lampascioni per persona sono sufficienti ad evitare imbarazzanti disturbi intestinali. Chi vuole capire capisca... Buon ponte e buon Primo Maggio a tutti!
IngredientiI lampascioni vanno puliti come fossero una cipolla. Spellati dei loro strati esterni terrosi, fino a quando si raggiunge lo strato pulito. Con un coltello si pratica una croce al fondo di ogni lampascione, per facilitarne la cottura all'interno. Si mettono in acqua fredda per tutta la notte. In questo modo spurgano tutta l'eventuale terra in eccesso e perdono anche un minimo di amaro. Il giorno dopo si lavano bene e sono pronti per essere usati. Per questa ricetta si fa soffriggere uno spicchio d'aglio in abbondante olio. Meglio se si usa un contenitore di terra cotta. Soffriggete l'aglio e se desiderate anche un peperoncino secco o fresco. Aggiungete la pancetta tagliata a dadini o in alternativa della salsiccia secca o del lardo. Aggiungete i lampascioni, qualche tocchetto di Parmigiano Reggiano incluso la crosta, salate, pepate e coprite la pentola. L'acqua che fuoriesce dai lampascioni e l'olio aggiunto, dovrebbero essere abbastanza da non necessitare altro liquido per la cottura. Quindi quando lavate i lampascioni, meglio se non li fate scolare a lungo. Vanno cotti a fuoco basso e a pentola coperta per circa 1 ora o 1 ora e mezza. Infilate la forchetta in un lampascione per verificarne la cottura all'interno. Devono essere morbidi ma non sfatti. Si servono caldi, accompagnati con il pane ed un buon bicchiere di vino.
- lampascioni
- salsiccia secca o lardo o pancetta
- tocchetti di formaggio Parmigiano Reggiano
- pepe o peperoncino
- aglio
- olio
- sale
Vino : Salice Salentino o altro rosso pugliese analogo.28 April 2006

Se dalla zia Cenzina ho preso la passione per le cose nuove ed innovative, quella per i dolci e per le cose piú strane, dalla mamma ho preso la passione per il rustico, per la tradizione e per i piatti terra terra o "sciué sciué", come direbbe lei. Una delle cose che mi stupisce sempre quando vado dai miei é la quantitá di cibo selvatico che riescono a recuperare camminando per la campagna, per non parlare di quella che coltivano loro stessi.
La rucola selvatica é uno di quei prodotti della natura che se non sai cos'é non ti viene in mente di raccoglierlo e di farci due strascinati e via. Questa verdura cresce in Puglia allo stato selvatico ma si puó anche coltivare.
Certamente quella selvatica é particolare, molto piú piccante e soprattutto gratis. Presenta dei piccoli buchi su ogni foglia ed é facilmente riconoscibile.
Anche con questo tipo di rucola si puó fare il pesto, guarnire la pizza, fare delle belle insalate con i pomodori, oppure come spesso si fa da noi, con gli strascinati e i pomodori pelati casalinghi, cosparsi di ricotta dura stagionata. La ricetta non ha bisogno di essere presentata, ma anche per questa, andate ad occhio!
Vino : rosati pugliesi.
Sognando: sognare terra rossa indica ansietà e timori; sognare terra incolta indica preoccupazioni economiche; sognare terra seminata indica vantaggi lavorativi; sognare di lavorare la terra indica buone soluzioni.
Naturalmente: La rucola (Eruca sativa) è una pianta che è sempre cresciuta spontanea nei campi e lungo le strade, ma una volta scoperto il particolare e gustoso sapore delle foglie, si è iniziato a coltivarla negli orti. La rucola selvatica mantiene uno spiccato gusto piccante. Alla rucola si risconoscono proprietà aperitive, diuretiche, emollienti e grazie al buon contenuto di vitamina C, anche antiscorbutiche. Risulta un aiuto nello stimolare l'organismo in caso di astenia, convalescenza e debolezza psicofisica.
La rucola selvatica é uno di quei prodotti della natura che se non sai cos'é non ti viene in mente di raccoglierlo e di farci due strascinati e via. Questa verdura cresce in Puglia allo stato selvatico ma si puó anche coltivare.Certamente quella selvatica é particolare, molto piú piccante e soprattutto gratis. Presenta dei piccoli buchi su ogni foglia ed é facilmente riconoscibile.
Anche con questo tipo di rucola si puó fare il pesto, guarnire la pizza, fare delle belle insalate con i pomodori, oppure come spesso si fa da noi, con gli strascinati e i pomodori pelati casalinghi, cosparsi di ricotta dura stagionata. La ricetta non ha bisogno di essere presentata, ma anche per questa, andate ad occhio!
Vino : rosati pugliesi.Una buona tisana calmante e digestiva la si può fare con un pugno di foglie di rucola fresca, qualche foglia di menta e di santoreggia.
26 April 2006

La crostata é quella della zia Cenzina che come sempre fa tutto ad occhio. Quando le chiedi una ricetta lei dice "Metti zucchero, farina, burro..." e tu dici "Si, ma quanto?" e lei risponde "Beh, fai ad occhio no?". Si zia, ma poi come la scrivo la ricetta? Ad occhio? Qualche variante si può fare eliminando completamente il cioccolato, oppure aggiungendo pezzettini di frutta candita al cioccolato o utilizzando cacao amaro in polvere. De gustibus...
Ingredienti per la pasta frollaIngredienti per il ripieno
- 500gr di farina
- 200gr di zucchero
- 300gr di burro
- 4 tuorli d'uovo
- 1 pizzico di sale
- 1 bustina di vanillina
Preparate il ripieno lavorando la ricotta con un cucchiaio fino a ridurla ad una consistenza cremosa. Aggiungete il succo di limone, la scorza del limone grattugiata, lo zucchero, il cioccolato fondente grattuggiato o tagliato grossolanamente. Mescolate bene e mettete in frigo a riposare. Preparate la pasta frolla lavorando la farina ed il burro, aggiungete i tuorli d'uovo nel centro, lo zucchero, la vanillina e il sale. Impastate fino ad ottenere una pasta liscia ed omogenea che metterete a riposare in frigo per circa 30 minuti. Stendete la pasta con il mattarello con uno spessore di circa mezzo centimetro. Disponetela poi all'interno della teglia che andrete ad utilizzare, ricoprendo con la pasta i lati della teglia, in modo da formare la crosta della crostata. Tagliate la pasta in eccesso e lavoratela nuovamente per formare le striscioline da mettere sulla crostata.
- 400gr di ricotta
- 100gr di zucchero
- 150gr di cioccolato fondente amaro
- il succo di 1 limone
- la scorza grattugiata di 1 limone intero
Riempite la pasta frolla con il composto di ricotta e livellate con una spatola. Coprite con striscioline di pasta frolla e se avanza la pasta, divertitevi con qualche decorazione sfiziosa. Spolverizzate con zucchero ed infornate in forno preriscaldato a 180 C per circa 30 minuti o fino a quando la pasta non si sarà dorata. Come sempre attenetevi alle indicazioni del vostro forno. I tempi potrebbero variare a seconda del modello, a gas, elettrico, ventilato o meno.


Vino : Moscato Passito di Pantelleria liquoroso. 25 April 2006

Voi siete di nuovo in vacanza per il giorno della liberazione, che mai come oggi forse é buono e giusto, noi si lavora come sempre, perché qui nessuno ci ha ancora liberati. Questi li abbiamo mangiati qualche giorno fa a casa della zia Cenzina. Una versione un po' piú stravagante rispetto alla "solita" pasta ripiena. Ci siamo divertite intorno al tavolo a formare cuori e stelle, le donne della famiglia, proprio come si usava fare una volta. A turno abbiamo impastato, spennellato, riempito e tagliato. La zia dopo un po' si é "sfastidiata" e ha improvvisato una mezza luna, ma noi l'abbiamo convinta a ritornare sull'idea originale di stelle e cuori. I miei sono quelli piú pieni, sembrano dei panzerotti. Non se ne mangiano piú di 4 o 5 a persona. Si possono congelare facilmente, dopo averli lasciati per una mezza giornata ad asciugare.
Ingredienti per la pasta: 500gr di farina, 2 uova, acqua quanto basta
Ingredienti per il ripieno: 1 mozzarella, 200gr di prosciutto crudo tagliato a dadini, 1 uovo, una manciata di prezzemolo, sale, pepe
Preparate la pasta all'uovo con la farina e le uova intere, aggiungendo acqua quanto basta a formare una pasta liscia e omogenea, non troppo seccca. Lavorate la pasta per una decina di minuti poi lasciatela riposare per una mezz'ora e preparate il ripieno.
Tagliate la mozzarella a dadini, mescolatela al prosciutto crudo, con l'uovo, il prezzemolo, il sale e un po' di pepe. Amalgamate tutto con una forchetta e mettete a riposare.
Preparate la sfoglia stendendo la pasta con la macchinetta al numero 5.
Formate delle piccole palline di ripieno e posizionatele equidistanti, spennellate la sfoglia con bianco d'uovo leggermente sbattuto, ripiegate su se stessa e tagliate della forma che preferite, o con un tagliabiscotti a forma di stella o di cuore.
Mettete i ravioli a riposare su una spianatoia infarinata. A questo punto potete decidere come condirli. Con un sugo semplice di pomodoro, con burro e salvia in bianco, oppure come ha fatto la zia Cenzina. Li ha sbollentati in acqua poco salata fino a quando non sono venuti a galla, li ha messi in una pirofila, ha versato un po' di salsa, li ha infornati a 200 C per una decina di minuti e li ha serviti caldi.

Vino : Gragnano (Campania- rosso frizzante).23 April 2006
Il ritorno dalle vacanze è sempre traumatico. Ritornare dall'Italia invece è proprio deprimente. Mi sono abituata così bene alla temperatura calda e al sole praticamente estivo per me, alle mangiate made in Italy, alle persone che ti toccano, a quelle che ti guardano, a quelli che ti salutano per strada, a quelli che non ti conoscono e ti salutano lo stesso. Sono tornata presto alla dura realtà di cieli grigi e acqua a catinelle, sono passata dalla splendida pizza ripiena di prosciutto crudo e mozzarella della stazione di servizio di Pescara, al triste e maleodorante fagioli con bacon della stazione di servizio inglese, servita alle 10 di sera quanto alle 10 di mattina. Meglio sorvolare...
Lo shortbread è un pensiero caldo e malinconico, rivolto al tempo appena trascorso e ai deliziosi incontri che abbiamo fatto. Da mangiare in compagnia, davanti ad una tazza di tè, magari un tè come questo, aromatizzato all'amaretto, profumato e colorato.
Lo shortbread è un pensiero caldo e malinconico, rivolto al tempo appena trascorso e ai deliziosi incontri che abbiamo fatto. Da mangiare in compagnia, davanti ad una tazza di tè, magari un tè come questo, aromatizzato all'amaretto, profumato e colorato.
Ingredienti
- 150gr di anacardi
- 120gr di farina
- 200gr di zucchero
- 30gr di fecola di patate
- 2 cucchiaini di zenzero in polvere
- 180gr di burro
- zucchero per guarnire
Mettete tutti gli ingredienti nel mixer e mixate fino a quando tutti gli ingredienti non si saranno mescolati ed amalgamati, fino ad ottenere una pasta omogenea. Versate questo composto in una teglia a cerniera di circa 20 cm, imburrata ed infarinata precedentemente. Pressate il composto con le dita, livellando omogeneamente la superficie. Cuocete nel forno preriscaldato a 160 C per circa 35 minuti o fino a quando non si sarà dorato. Tirate fuori dal forno e guarnite con lo zucchero immediatamente. Tagliate subito con un coltello e lasciate raffreddare completamente. Una volta raffreddato sarà molto più difficile tagliarlo, quindi l'operazione di taglio va fatta necessariamente prima.

13 April 2006
Prima di partire, un assaggio della tradizione pasquale inglese. Questi sono alcuni dei dolci tipici di Pasqua che le famiglie inglesi confezionano insieme ai loro bambini soprattutto perché divertenti da realizzare e buonissimi poi da mangiare. La famiglia inglese li mangia a colazione accompagnati con burro e marmellata. A noi sono piaciuti semplici così, riscaldati appena, soffici appena sfornati e croccanti il giorno dopo. All'interno ci si può sbizzarrire con pezzetti di frutta secca, frutta candita o uvetta. La mia idea era quella di farcirli con il cioccolato ma poi in vista delle grandi abbuffate, ho evitato. La ricetta originale è degna di essere seguita senza molte variazioni. La decorazione della croce può essere fatta con zucchero e latte oppure con semplice farina e latte. Ovviamente la prima è molto più buona. Buone feste a tutti!
IngredientiIngredienti per la decorazione
- 350gr di farina bianca
- 55gr di zucchero
- 1 cucchiaino di noce moscata
- 1 cucchiaino e mezzo di mixed spices
- 1 pizzico di sale
- 14gr di lievito secco in polvere
- 120gr di frutta secca mista o uvetta o frutta candita
- 170ml di latte
- 1 uovo
- 55gr di burro
Mettete la farina setacciata in una terrina capiente, aggiungete lo zucchero, la noce moscata, le spezie, il sale e il lievito mescolando bene. Riscaldate il latte e scioglietevi dentro il burro. In un'altra terrina sbattete l'uovo, aggiungete poi il latte e il burro e sbattete bene. Versate questo liquido nella terrina con la farina e mescolate bene con un cucchiaio. Versate il tutto su una spianatoia infarinata e lavorate questo composto per circa 5 minuti. Aggiungete piú latte se risultasse troppo secco e piú farina se risultasse troppo appiccicoso. Riportate la pasta in una terrina e mettetela a lievitare in un posto caldo per 45 minuti o fino a quando non avrá raddoppiato il suo volume. Riprendete la pasta e lavoratela nuovamente sulla spianatoia, questa volta aggiungendo la frutta candita o altro che deciderete di aggiungere. Dividete la pasta in 10 palline e mettetele su una teglia imburrata ed infarinata. Formate una croce con il coltello su ogni pallina. Mettete nuovamente a lievitare per altri 20 minuti. Riscaldate il forno a 200 C ed infornate per 15/20 minuti o fino a quando non si saranno dorati. Per la glassa, mescolate lo zucchero a velo con il latte fino ad ottenere una cremina omogenea senza grumi. Spennellatela tra le croci formate precedentemente e fate raffreddare.
- 2 cucchiai di latte
- 150gr di zucchero a velo
12 April 2006

Per una volta, voglio proprio dire che finalmente ho trovato un ristorante dove si mangia veramente bene e ad un prezzo veramente accessibile. Il ristorante é quello di cui ho parlato due post fa, a Dartmouth. Parleró di questo ristorante non appena riusciró a ritornarci e a fare un servizio completo, che potrebbe tornare utile a coloro che verrano ad avventurarsi da queste parti. Nel frattempo questa zuppa mi é piaciuta cosí tanto che ho tentato di riprodurla. La ricetta originale ovviamente non ce l'ho, né mi sono azzardata a chiederla, nonostante Paul fosse molto friendly, per un primo approccio con un inglese mi sembrava un po' troppo. L'idea originale é quella di una zuppa di butternut squash alla salvia e al miele. Io ho usato una big mama squash, ma ovviamente si puó utilizzare qualsiasi tipo di zucca si voglia, credo. Il risultato é delizioso, anche se ho fatto di testa mia, si avvicina molto a quella originale.
Ingredienti: 800gr di polpa di zucca, 1lt di brodo vegetale, una decina di foglie di salvia fresca, 4 cucchiai di miele, olio d'oliva
Tagliate la polpa della zucca a pezzettoni e mettetela a cuocere in un litro di brodo per circa 10 minuti o fino a quando non si sará ammorbidita. In un pentolino a parte, rosolate le foglie di salvia in un po' d'olio, fino a quando le foglie non risultano croccanti. Mettete la polpa della zucca nel frullatore o nel mixer, aggiungendo piú o meno brodo a seconda della densitá desiderata. Aggiungete le foglie di salvia e mixate per qualche secondo fino ad ottenere una crema omogenea. Riportate la zuppa in padella, riscaldate a fiamma bassa e versate il miele, mescolando. Servite la zuppa calda, magari cospargendo con altra salvia secca.
Vino: bianchi emiliani abboccati a base di uve Malvasia (possibilmente Malvasia aromatica di Candia).
Sognando: sognare salvia sulla pianta indica indecisione ansiosa; sognare di cogliere salvia indica incostanza sentimentale; sognare di comprare salvia indica proposta interessante; sognare di mangiare salvia indica gaiezza.
Naturalmente: La Salvia (Salvia officinalis e varie altre specie) è un' altra delle tante erbe aromatiche che utilizziamo in cucina ma che è possibile sfruttando le sue proprietà curative utilizzando le tisane, gli estratti e l'olio essenziale distillato dalla pianta. La salvia contiene oltre all'olio essenziale, tannini, amari, flavonoidi e resine, ha proprietà astringenti, antisettiche, cicatrizzanti espettoranti, antispasmodiche, toniche, stimolanti, carminative, emmenagoghe. L'infuso di salvia preso durante periodi di influenza virali, raffreddori e indebolimento è un buon aiuto sia come antinfluenzale che come tonico rinvigorente. Si possono fare dei gargarismi con il decotto di salvia in caso di tonsilliti e infiammazioni alla gola, oppure utilizzarlo per impacchi cicatrizzanti su ferite. Molti altri possono essere gli utilizzi di questa pianta, ricordo intanto il rimedio della nonna di strofinare le foglie di salvia sui denti per renderli più bianchi. L'infuso o l'olio essenziale aggiunto a maschere o impacchi ha effetti dermopurificanti, astringenti e antisettici, quindi utile in caso di pelle mista o grassa. Si può fare ad esempio una maschera purificante con 1 cucchiaio di argilla verde ventilata, 1 cucchiaio di miele fluido, 1 cucchiaino di succo di limone filtrato, 1 cucchaio di infuso di salvia (o 1 cucchiaio di acqua di rose e 1 goccia di olio essenziale di salvia). Mescolare tutto assieme e stendere la maschera sul viso. Lasciare agire per 15 minuti e risciacquare con acqua tiepida.
Ingredienti: 800gr di polpa di zucca, 1lt di brodo vegetale, una decina di foglie di salvia fresca, 4 cucchiai di miele, olio d'oliva
Tagliate la polpa della zucca a pezzettoni e mettetela a cuocere in un litro di brodo per circa 10 minuti o fino a quando non si sará ammorbidita. In un pentolino a parte, rosolate le foglie di salvia in un po' d'olio, fino a quando le foglie non risultano croccanti. Mettete la polpa della zucca nel frullatore o nel mixer, aggiungendo piú o meno brodo a seconda della densitá desiderata. Aggiungete le foglie di salvia e mixate per qualche secondo fino ad ottenere una crema omogenea. Riportate la zuppa in padella, riscaldate a fiamma bassa e versate il miele, mescolando. Servite la zuppa calda, magari cospargendo con altra salvia secca.
Vino: bianchi emiliani abboccati a base di uve Malvasia (possibilmente Malvasia aromatica di Candia).
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Published
Blikki - Feb/Mar 2013
















